27 Luglio 2026, lunedì
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De Luca: “È il Governo che sabota l’Italia, non chi denuncia i suoi fallimenti”

Il capogruppo PD in Commissione Politiche UE attacca l’esecutivo Meloni: “Patriottismo di facciata, tra fallimenti sociali e sprechi internazionali”.

Nel clima politico sempre più teso che accompagna la gestione delle politiche migratorie e i rapporti con l’Unione Europea, si inserisce con parole nette e inequivocabili l’intervento di Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Politiche dell’Unione Europea alla Camera. La sua dichiarazione, durissima, è una risposta diretta a recenti accuse mosse da esponenti di Fratelli d’Italia, secondo cui l’opposizione, e in particolare il PD, “remerebbe contro” l’interesse nazionale.

“Chi rema davvero contro il Paese?” chiede retoricamente De Luca. E la risposta non tarda ad arrivare, tracciando un bilancio impietoso dell’azione dell’attuale esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Le accuse sono numerose e puntuali, toccando tutti i principali nodi critici dell’attuale legislatura: dal piano migranti, al modello Albania, ai rapporti commerciali con gli Stati Uniti, fino al destino della scuola pubblica e della sanità nazionale.

Il modello Albania: un fallimento politico e giuridico?

Uno dei punti più contestati da De Luca riguarda il cosiddetto “modello Albania”, ovvero l’accordo con il governo di Tirana per trasferire in territorio albanese la gestione di parte dei flussi migratori diretti in Italia. Un’intesa presentata dal governo Meloni come soluzione pragmatica all’emergenza migratoria, ma che secondo De Luca costituisce un precedente pericoloso sul piano giuridico e finanziario.

“Si brucia un miliardo di euro per un modello contrario alle norme UE”, denuncia l’esponente democratico, evidenziando come l’accordo presenti numerosi profili di incompatibilità con il diritto comunitario e sia oggetto di crescente perplessità anche a Bruxelles. La spesa ingente, a fronte di risultati ancora incerti, rafforza secondo De Luca la percezione di una politica estera e migratoria guidata più da logiche propagandistiche che da efficacia amministrativa.

Dazi USA, salari e PNRR: il silenzio del governo

Il j’accuse di De Luca si allarga poi alla sfera economica e sociale, a partire dal fronte commerciale. In particolare, denuncia il silenzio e l’inerzia del governo italiano dinanzi alla stretta tariffaria degli Stati Uniti. La nuova ondata di dazi, voluta dall’amministrazione Trump, potrebbe colpire duramente numerose imprese italiane esportatrici, in un momento già complesso per l’economia nazionale.

“Questo governo non difende le aziende né i lavoratori”, afferma De Luca, accusando l’esecutivo di essersi mostrato debole e privo di una visione nei consessi internazionali. La stessa accusa si ripropone sul fronte interno, dove – secondo il deputato PD – si registra una totale assenza di politiche strutturali per contrastare la precarietà occupazionale, l’erosione dei salari reali e il generale indebolimento del potere d’acquisto delle famiglie.

Il PNRR, uno dei più importanti strumenti di rilancio economico post-pandemico, è un altro dei dossier su cui il governo viene messo sotto accusa. “Il Piano è stato insabbiato”, denuncia De Luca, che fa riferimento ai ritardi accumulati nell’attuazione dei progetti, alla mancanza di trasparenza e alle continue revisioni che, in alcuni casi, avrebbero finito per snaturare la strategia originaria.


Sanità, scuola e sicurezza: un Paese più fragile

L’intervento del parlamentare dem si conclude con un affondo sulla tenuta del sistema di welfare italiano. “Il governo indebolisce la scuola e la sanità pubblica”, afferma, tracciando un quadro di arretramento delle politiche sociali in un momento in cui invece si moltiplicano le diseguaglianze. La gestione delle risorse umane nel comparto istruzione, i tagli alla spesa sanitaria e le difficoltà di accesso ai servizi da parte delle fasce più deboli della popolazione sono per De Luca segnali chiari di una strategia miope, che non investe nei pilastri della coesione sociale.

Nemmeno il tema della sicurezza – uno dei cavalli di battaglia della destra – sfugge alla sua critica. Al contrario: De Luca accusa il governo di “creare maggiore insicurezza” attraverso scelte divisive, retoriche di contrapposizione sociale e misure inefficaci, che non rispondono alle reali esigenze dei territori.

“Patrioti di facciata”

A fronte di questo bilancio, l’accusa di “remare contro il Paese” rivolta all’opposizione appare, secondo De Luca, una distorsione comunicativa che serve a nascondere il vuoto politico dell’attuale maggioranza. “Il colmo per un governo di presunti patrioti”, chiosa il deputato, sottolineando la distanza crescente tra le parole e i fatti, tra la retorica nazionalista e la concreta tutela degli interessi collettivi.

Con questa dichiarazione, il Partito Democratico intende dunque ribadire non solo il proprio ruolo di opposizione, ma anche il diritto – e il dovere – di esercitare un controllo critico sulle scelte di governo, in nome della trasparenza e della responsabilità democratica. In un Paese attraversato da disuguaglianze crescenti, crisi istituzionali e instabilità globale, lo scontro tra visioni contrapposte non è solo una questione di linguaggio politico, ma di sostanza civile.

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