2 Luglio 2026, giovedì
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Shanghai nella morsa del ciclone Co-May: evacuate oltre 280 mila persone

Davanti all’arrivo del ciclone tropicale Co-May, le autorità cinesi attuano misure straordinarie di prevenzione: evacuazioni di massa, trasporti sospesi e scuole chiuse. Un intervento rapido a tutela del cuore economico della Cina.

Nel cuore dell’estate asiatica, la metropoli cinese di Shanghai si trova nuovamente a fronteggiare la vulnerabilità crescente delle grandi città costiere di fronte ai fenomeni climatici estremi. Nella notte tra il 29 e il 30 luglio, oltre 280 mila persone sono state evacuate in via precauzionale per l’arrivo del ciclone tropicale Co-May, che ha raggiunto le coste orientali della Cina con venti massimi sostenuti di circa 83 km/h, colpendo in particolare la vicina città portuale di Zhoushan, nella provincia dello Zhejiang.

Nonostante Co-May non abbia la potenza distruttiva tipica dei tifoni, le autorità locali hanno preferito agire con tempestività e rigore, adottando misure preventive che coinvolgono l’intera area del delta dello Yangtze, snodo economico e demografico cruciale per il Paese. A Shanghai, centro finanziario della Cina e città simbolo dello sviluppo urbano asiatico, il piano di emergenza ha incluso non solo le evacuazioni, ma anche la sospensione dei collegamenti ferroviari e aerei, la chiusura delle scuole e la messa in sicurezza delle aree considerate a rischio idrogeologico o infrastrutturale.

Le immagini trasmesse dai media statali cinesi mostrano interi quartieri in stato di allerta, con operatori della protezione civile impegnati a rafforzare gli argini e a distribuire beni di prima necessità. I venti, pur non raggiungendo la soglia di classificazione come tifone, rappresentano un pericolo in combinazione con le piogge torrenziali attese nelle ore successive, che potrebbero provocare inondazioni, frane e danni significativi alle infrastrutture.

Il caso di Co-May si inserisce in una più ampia dinamica climatica che interessa con crescente frequenza il Pacifico occidentale, dove il riscaldamento globale contribuisce a rendere sempre più imprevedibili e intensi gli eventi meteorologici. Il ciclone, pur non eccezionale per intensità, ha trovato un territorio iper-urbanizzato e densamente popolato, dove anche episodi moderati possono avere impatti su vasta scala.

L’approccio adottato da Shanghai si distingue per la rapidità e la capillarità delle misure di contenimento del rischio, frutto di un’esperienza amministrativa che ha fatto della gestione dell’emergenza un punto centrale della pianificazione urbana. L’evacuazione preventiva di centinaia di migliaia di persone, pur onerosa sul piano logistico, appare coerente con una visione che antepone la salvaguardia della vita umana alla reattività ex post.

In attesa che Co-May perda intensità nel suo tragitto verso nord, resta alta la vigilanza in tutta la fascia costiera orientale della Cina. La risposta delle autorità sarà osservata con attenzione anche in vista dei prossimi mesi, che si annunciano densi di perturbazioni tropicali su tutta l’area asiatica.

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