6 Ottobre 2026, martedì
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Martinenghi, argento di carattere nei 100 rana: dopo la paura, il riscatto mondiale

Ai Mondiali di nuoto a Singapore, l’azzurro si conferma tra i grandi della specialità chiudendo secondo alle spalle del cinese Qin Hayang. In finale anche Ludovico Viberti, quinto con il personale.

C’è un argento che vale come una vittoria, soprattutto quando arriva al termine di ventiquattro ore segnate da incertezza, malessere fisico e tensione sportiva. Nicolò Martinenghi conquista la medaglia d’argento nei 100 metri rana ai Mondiali di nuoto in corso a Singapore, ribadendo – dopo l’oro olimpico di Parigi 2024 – la sua statura internazionale in una delle gare regine del programma iridato. Il 25enne varesino tocca la piastra in 58″58, secondo solo al cinese Qin Hayang, vincitore in 58″23 al termine di una prova tatticamente impeccabile.

La medaglia non è solo il frutto di un gesto tecnico di alto profilo, ma il coronamento di una giornata che sembrava destinata a concludersi nell’ombra. In semifinale, infatti, Martinenghi era stato squalificato per una presunta irregolarità nella fase di partenza. Solo un tempestivo e motivato ricorso – accolto dalla giuria – ha permesso all’azzurro di accedere alla finale, dove ha risposto con lucidità e forza mentale.

Lo aveva già dimostrato nelle batterie, ma in finale Martinenghi è andato oltre. Partenza esplosiva, gestione aggressiva del primo 50 metri, virata in testa. Poi, nel ritorno, la rimonta del cinese Qin, capace di ribaltare il margine negli ultimi dieci metri grazie a un assetto acquatico più disteso e una maggiore efficienza di nuotata. Una sconfitta sul filo, ma dal sapore pieno per il lombardo.

“Stanotte sono stato male, credo per un’intossicazione alimentare – ha raccontato Martinenghi ai microfoni di Rai Sport –. Ho passato ore in bagno, senza energie. Stamattina ho pensato di non riuscire a presentarmi, ma rappresentare l’Italia mi ha dato la forza. Dentro ero vuoto, ma la testa e il cuore erano pieni”. Parole che raccontano l’uomo prima ancora dell’atleta, e spiegano meglio di qualsiasi crono il valore di questa medaglia.

Alle sue spalle, il bronzo è andato al kirghiso Denis Petrashov in 58″88, mentre l’Italia ha potuto sorridere anche grazie al quinto posto di Ludovico Viberti, autore di una gara coraggiosa e chiusa in 59″08, a coronamento di un percorso in crescita che lo ha visto realizzare il primato personale in semifinale (58″89).

Il podio mondiale di Martinenghi certifica una verità che va oltre il singolo evento: l’Italia della rana continua a parlare con voce autorevole nel panorama internazionale, con due atleti nei primi cinque e una generazione che non teme il confronto. Un argento che risplende anche di prospettive.

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