2 Luglio 2026, giovedì
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Val di Susa, la protesta No Tav blocca l’autostrada: tensione e scontro sul cantiere di San Didero

Nuova azione dimostrativa contro la Torino-Lione: centinaia di attivisti occupano la A32, lanci di oggetti contro la polizia e carreggiata chiusa. Alta velocità ancora al centro del conflitto tra sviluppo infrastrutturale e dissenso territoriale.

Ancora alta tensione in Val di Susa. Nella giornata di ieri, un nuovo episodio di protesta ha interrotto la viabilità lungo l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia, nel tratto adiacente al cantiere dell’autoporto di San Didero, infrastruttura connessa al progetto della linea ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Lione.

Centinaia di attivisti del movimento No Tav hanno occupato la carreggiata, in un’azione che ha determinato la chiusura del traffico autostradale. La protesta, annunciata ma non autorizzata, ha assunto toni accesi: alcuni manifestanti hanno incendiato masserizie, mentre dalle prime ricostruzioni risulta che siano stati lanciati oggetti, pietre e bombe carta contro le forze dell’ordine schierate a presidio del cantiere.

La risposta delle autorità è stata immediata, con l’intervento della polizia e il blocco precauzionale del tratto autostradale interessato. L’obiettivo dichiarato del corteo, come in altre mobilitazioni precedenti, resta la contestazione della grande opera ferroviaria, ritenuta dal movimento una minaccia per l’ambiente, un investimento sproporzionato e privo di reale utilità pubblica.

Il presidio si è concentrato nei pressi del cantiere di San Didero, dove da mesi sono in corso lavori funzionali al progetto Tav e dove il conflitto tra attivisti e forze dell’ordine è diventato frequente. La costruzione dell’autoporto, destinato a sostituire la struttura analoga di Susa, ha riacceso la mobilitazione di una parte del territorio valsusino, che vede nella Tav non solo un’infrastruttura controversa, ma anche un simbolo più ampio dello scontro tra modelli di sviluppo contrapposti.

Il movimento No Tav, attivo da oltre trent’anni, mantiene una presenza radicata e strutturata sul territorio, nonostante un progressivo affievolimento del dibattito politico nazionale sul tema. Le manifestazioni, che si alternano tra azioni simboliche e momenti di forte frizione con le forze dell’ordine, continuano a esprimere un dissenso che attraversa generazioni e sensibilità politiche diverse.

La protesta di San Didero rappresenta l’ennesimo capitolo di una vicenda che tiene in sospeso la politica italiana ed europea da decenni. Il progetto della linea Torino-Lione, inserito nei corridoi europei TEN-T e cofinanziato dall’Unione Europea, è difeso dai governi italiani e francesi come infrastruttura strategica per il trasporto ferroviario merci e passeggeri. Dall’altra parte, i comitati denunciano costi ambientali e sociali non sostenibili, sollevando anche dubbi sull’effettiva domanda di trasporto che giustifichi l’opera.

Resta il dato concreto di una frattura che non si è mai sanata. E che, a oltre trent’anni dall’avvio della contestazione, continua a manifestarsi anche con modalità radicali e violente. Sullo sfondo, una domanda politica ancora irrisolta: come costruire consenso sociale intorno alle grandi opere pubbliche, evitando che ogni cantiere si trasformi in un campo di conflitto permanente.

che proteggono il cantiere. 

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