8 Marzo 2026, domenica
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Eboli unica nel Salernitano a ottenere i fondi PNRR per il superamento degli insediamenti informali

Il Comune riceve oltre 2 milioni di euro nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. CGIL e FLAI: «Segnale importante, ma le risorse sono ancora inadeguate per affrontare un problema strutturale».

Eboli si distingue come l’unico Comune della provincia di Salerno a essere incluso tra i beneficiari della misura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) dedicata al superamento degli insediamenti informali. Un riconoscimento significativo, che premia il lavoro di progettazione e mediazione istituzionale condotto negli ultimi anni, ma che al tempo stesso evidenzia quanto resti ancora da fare, sia in termini di risorse economiche che di visione politica.

Secondo la ripartizione ufficiale dei fondi, a Eboli sono stati assegnati 2.016.596,06 euro: una somma composta da una quota fissa di 1 milione di euro e da una quota variabile, pari a 1.016.596,06 euro, calcolata sulla base della presenza regolare di 40 cittadini stranieri sul territorio. A differenza di altri Comuni, per Eboli non sono stati applicati correttivi legati all’anzianità degli insediamenti né alla presenza di precedenti iniziative di contrasto al fenomeno.

Il segretario generale della CGIL di Salerno, Antonio Apadula, accoglie il finanziamento come un primo passo significativo, ma non sufficiente. «Essere l’unico Comune della provincia a rientrare nella misura è un riconoscimento importante, ma non può bastare. Due milioni di euro sono una cifra modesta rispetto alla complessità del fenomeno. Non basta per garantire diritti, dignità e integrazione. E non basta nemmeno in termini di strategia: serve una visione più ampia, che vada oltre l’approccio emergenziale e che punti a risolvere strutturalmente il problema». Apadula ha riconosciuto il ruolo attivo dell’amministrazione comunale, e in particolare del sindaco di Eboli, che ha saputo mantenere alta l’attenzione istituzionale sul tema.

La CGIL, ha aggiunto Apadula, continuerà a monitorare l’impiego delle risorse e a incalzare le istituzioni affinché si apra una nuova stagione di interventi. «I lavoratori migranti non sono invisibili. Sono parte viva del tessuto economico e sociale del territorio. È tempo che lo Stato li riconosca investendo seriamente su legalità, accoglienza e coesione sociale».

A condividere la valutazione è anche la FLAI CGIL di Salerno, storicamente impegnata nell’area della Piana del Sele nella tutela dei diritti dei lavoratori agricoli, spesso impiegati in condizioni precarie o illegali. «Il finanziamento è anche frutto di anni di battaglie, denunce e proposte concrete», ha dichiarato Alferio Bottiglieri, segretario provinciale della FLAI. «Ma da solo non può risolvere una situazione cronica. Senza un piano abitativo strutturato, senza controlli incisivi sul caporalato, questi fondi rischiano di rappresentare una semplice toppa, incapace di arginare una falla profonda».

Bottiglieri ha voluto sottolineare la continuità amministrativa mostrata dal Comune di Eboli nel promuovere un dialogo con le istituzioni centrali, laddove altrove si è assistito a disattenzione o interruzioni. «A Eboli come in tutta la Piana del Sele, servono politiche serie di accoglienza, regolarizzazione lavorativa e accesso all’abitazione. Non chiediamo soluzioni miracolistiche, ma un’assunzione di responsabilità. Il PNRR, così concepito, offre un’occasione parziale. Noi vogliamo trasformarlo nell’inizio di un percorso duraturo, all’insegna della giustizia sociale e dell’uguaglianza dei diritti, per cittadini italiani e stranieri».

La sfida ora sarà quella di tradurre questi fondi in interventi concreti, sostenibili e inclusivi, capaci di superare l’emergenza cronica degli insediamenti informali e di restituire dignità a una parte di popolazione da troppo tempo ai margini.

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