22 Settembre 2026, martedì
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Strade italiane sempre più pericolose: nel 2024 incidenti e vittime in aumento, allarme per giovani e anziani

Secondo l’Istat, cresce del 7% il numero di decessi sulle autostrade. A rischio soprattutto i ventenni e gli over 85. Preoccupano i dati sui bambini e i comportamenti errati alla guida.

Nel 2024 le strade italiane sono state teatro di un peggioramento netto sul fronte della sicurezza. Gli incidenti stradali e i feriti sono aumentati complessivamente del 4,1% rispetto all’anno precedente, ma il dato più allarmante riguarda le autostrade, dove si è registrata una crescita del 6,9% degli incidenti, con un incremento del 7% nel numero dei feriti e del 7,1% nei decessi. A livello generale, il numero delle vittime si è mantenuto pressoché stabile, con una lieve flessione dello 0,3%.

È quanto emerge dal più recente report pubblicato dall’Istat, che sottolinea come le principali cause degli incidenti restino riconducibili a comportamenti scorretti alla guida: distrazione, mancato rispetto della precedenza e, soprattutto, eccesso di velocità. Proprio quest’ultima infrazione è la seconda più sanzionata in assoluto dopo la sosta vietata, e rappresenta il 34% del totale delle violazioni rilevate.

Giovani uomini le vittime più numerose

Nel 2024, le vittime della strada sono state 3.030, con una netta prevalenza maschile: 2.427 uomini (80,1%) contro 603 donne (19,9%). I conducenti deceduti sono stati 2.175, seguiti da 385 passeggeri e 470 pedoni. L’età si conferma un fattore critico: la fascia tra i 20 e i 24 anni è quella con il maggior numero di vittime, un dato che sale ulteriormente se si includono i giovani fino ai 29 anni, per i quali l’aumento rispetto al 2023 è stato del 23,9%. Anche i ragazzi tra i 15 e i 17 anni registrano un incremento significativo, passando da 51 a 80 vittime.

Ma non sono solo i più giovani a pagare un prezzo elevato. Le fasce d’età comprese tra i 40 e i 64 anni mostrano aumenti preoccupanti: +14,7% per i 40-44enni, +14,1% tra i 50-54enni e +14,6% per i 60-64enni.

I bambini restano vulnerabili, nonostante gli sforzi

La mortalità tra i bambini da 0 a 14 anni è in calo rispetto all’anno precedente, ma il dato resta comunque inquietante: nel 2024 sono stati 29 i minori deceduti entro il trentesimo giorno dall’incidente, contro i 41 del 2023. Nonostante le campagne di sensibilizzazione e le misure del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2030, l’effettivo utilizzo dei dispositivi di protezione per i più piccoli risulta ancora insufficiente.

Anche sul fronte dei feriti, i numeri crescono in modo marcato tra i giovanissimi: +15,7% per i 15-17enni, +13,6% per i 18-19enni. Ma anche le fasce più anziane non sono esenti dal fenomeno: tra i 65-69enni e gli ultra 85enni si registrano incrementi rispetto al 2019.

Mortalità più alta tra over 85 e ventenni

L’analisi dei tassi di mortalità stradale rapportati alla popolazione residente evidenzia uno scenario che vede penalizzati soprattutto i più anziani e i giovani adulti. Il tasso più elevato si riscontra nella classe degli over 85 (85-89 anni), con 103,8 decessi ogni milione di abitanti, seguita a stretto giro dalla fascia 20-24 anni, con 84,7 decessi per milione.

La lettura dei dati in prospettiva temporale rafforza il peso crescente della componente anziana tra le vittime: il confronto tra il 2024 e il 2010 evidenzia un incremento della quota di decessi nelle età adulte e avanzate, in parte anche per effetto dell’invecchiamento della popolazione.

Un’emergenza che chiama in causa tutti

Il quadro tracciato dall’Istat racconta una situazione che, al netto delle oscillazioni numeriche, segnala un’emergenza strutturale. I comportamenti scorretti alla guida, l’insufficiente protezione degli utenti più fragili – bambini, giovani e anziani – e una cultura della sicurezza ancora troppo debole impongono una riflessione profonda. Se i dati peggiorano proprio nelle fasce d’età in cui la consapevolezza dovrebbe essere massima, significa che le politiche di prevenzione devono essere ripensate, rese più efficaci, e soprattutto meglio comunicate. Perché dietro ogni numero c’è una vita interrotta, spesso per una distrazione o una leggerezza.

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