6 Ottobre 2026, martedì
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UniCredit fa marcia indietro su Banco BPM: salta l’operazione

L’istituto guidato da Orcel ritira l’offerta pubblica di scambio: non soddisfatta la condizione sul golden power. Critiche alla gestione di BPM per la mancata apertura al confronto.

UniCredit abbandona ufficialmente il progetto di fusione con Banco BPM. L’offerta pubblica di scambio, avanzata nei mesi scorsi, è stata ritirata. A comunicarlo è lo stesso consiglio di amministrazione dell’istituto milanese, che in una nota ha spiegato le motivazioni alla base della decisione.

Il nodo decisivo è stato il mancato soddisfacimento della condizione legata al cosiddetto golden power, lo strumento con cui il governo può intervenire per tutelare gli asset strategici del Paese. L’autorizzazione non è arrivata, e questo ha reso impraticabile l’operazione.

Ma non si tratta soltanto di una questione tecnico-normativa. UniCredit ha infatti rivolto una critica esplicita alla gestione di Banco BPM, accusando il gruppo guidato da Giuseppe Castagna di non aver favorito un reale confronto. «I vertici di BPM hanno privato i propri azionisti del dialogo, che normalmente avviene durante un periodo di offerta per comprendere il valore creato dalla combinazione e determinare le condizioni che sarebbero state accettabili per andare avanti», si legge nella nota ufficiale.

Parole che lasciano intendere una frustrazione per la chiusura dimostrata da Banco BPM nel corso delle trattative. UniCredit auspicava probabilmente una negoziazione più aperta, utile a superare gli ostacoli regolamentari e a definire una strategia comune.

Con il ritiro dell’offerta, sfuma una delle ipotesi più rilevanti di consolidamento nel panorama bancario italiano. L’eventuale fusione tra i due istituti avrebbe dato vita a un colosso da oltre novecento miliardi di euro di attivi, secondo solo a Intesa Sanpaolo. Ora gli equilibri restano immutati, ma il segnale lanciato da UniCredit è chiaro: la partita sulle grandi aggregazioni non è affatto chiusa. Solo rimandata.

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