16 Luglio 2026, giovedì
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Riccardo muore sepolto dalla sabbia: il padre indagato per omicidio colposo

La Procura di Civitavecchia apre un'inchiesta sulla tragedia di Montalto di Castro. Iscrizione nel registro degli indagati come atto dovuto per l'autopsia. Il dramma del padre che ha tentato invano di salvare il figlio.

MONTALTO DI CASTRO – È un atto dovuto, ma dal peso straziante: la Procura di Civitavecchia ha iscritto il padre di Riccardo Boni nel registro degli indagati per omicidio colposo, dopo la morte del figlio 17enne, soffocato dalla sabbia in una spiaggia libera di Montalto di Castro, sul litorale viterbese. Un’inchiesta necessaria per fare piena luce sulle circostanze del tragico incidente avvenuto venerdì 12 luglio e per consentire l’esecuzione dell’autopsia, disposta nelle scorse ore.

La scena che si è consumata sulla battigia ha colpito profondamente l’opinione pubblica: Riccardo stava scavando una buca profonda nella sabbia, per gioco, come tanti adolescenti fanno ogni estate al mare. Una buca che, secondo quanto emerso, avrebbe raggiunto una profondità tale da diventare instabile. In pochi attimi la sabbia ha ceduto, inghiottendolo e seppellendolo sotto un peso che non gli ha lasciato scampo. Suo padre, presente sulla spiaggia, ha assistito impotente al crollo e ha tentato disperatamente di liberarlo scavando con le mani, senza attrezzi, nel panico e nel tempo che sembrava scorrere troppo in fretta. Ma quando Riccardo è stato estratto, era già in arresto cardiaco. I tentativi dei sanitari del 118 di rianimarlo sono risultati vani.

Secondo la ricostruzione dei fatti fornita dai primi testimoni e confermata dai primi accertamenti, non ci sarebbe stato alcun comportamento deliberatamente negligente, ma l’iscrizione nel registro degli indagati del padre – una prassi prevista dalla legge – serve a garantire trasparenza investigativa e permettere la nomina di un perito di parte per l’autopsia. Si tratta quindi di una formalità che non prefigura un’accusa in senso stretto, ma che consente di acquisire con piena validità probatoria tutti gli elementi utili a ricostruire quanto accaduto.

Il fascicolo aperto ipotizza il reato di omicidio colposo, una qualificazione tecnica che in questi casi accompagna l’iter giudiziario quando ci si trova davanti a una morte accidentale in presenza di un congiunto o tutore. L’autopsia, che verrà eseguita nei prossimi giorni all’ospedale di Civitavecchia, dovrà chiarire le cause precise del decesso – se la morte sia sopraggiunta per asfissia meccanica dovuta alla pressione della sabbia o per altri fattori concomitanti – e fornire un quadro medico-legale dettagliato.

Intanto, sul litorale dove è avvenuto l’incidente, resta lo sgomento. La spiaggia libera di Montalto Marina, frequentata ogni estate da centinaia di famiglie, si è improvvisamente trasformata in teatro di una tragedia inaspettata. Non è raro vedere bambini e ragazzi scavare buche nella sabbia, spesso anche profonde, come parte di giochi estivi apparentemente innocui. Ma in questo caso la profondità dello scavo avrebbe superato il metro e mezzo, rendendo instabile la parete di sabbia che ha ceduto all’improvviso.

Gli inquirenti stanno valutando anche se siano state rispettate tutte le norme di sicurezza e se sussistano eventuali responsabilità oggettive. La spiaggia in questione è priva di stabilimenti balneari attrezzati o presidi di sorveglianza fissi: un dettaglio che rientrerà nell’analisi complessiva condotta dalla Procura.

Nel frattempo, la comunità di Riccardo – residente nella provincia di Viterbo – è sconvolta dal lutto. Familiari, amici, compagni di scuola e conoscenti si sono stretti intorno ai genitori del ragazzo, in un silenzio carico di dolore. Le manifestazioni di cordoglio si moltiplicano anche sui social, dove in molti hanno voluto ricordare Riccardo come un ragazzo solare, gentile, pieno di vita. “Una tragedia assurda”, scrive qualcuno. “Una perdita inaccettabile.”

La data dei funerali verrà fissata solo dopo il completamento dell’esame autoptico, mentre le indagini proseguiranno nei prossimi giorni con l’ascolto dei testimoni presenti al momento dell’incidente e l’acquisizione di eventuali video o immagini registrate sul posto.

Un caso che scuote e pone interrogativi anche sulla prevenzione dei rischi apparentemente banali, ma potenzialmente letali, soprattutto durante l’estate, in contesti di svago dove l’attenzione tende a diminuire. La morte di Riccardo, così improvvisa e tragica, è un richiamo duro e crudele alla fragilità delle nostre certezze, e al peso, spesso insostenibile, della casualità.

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