23 Ottobre 2026, venerdì
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Modena, visite non registrate e incassi in contanti: medico sotto inchiesta per peculato

Sequestrati oltre 360mila euro a un professore universitario ed ex primario del Policlinico: avrebbe eluso le regole della libera professione intramuraria

Un medico dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena, già direttore dell’unità operativa di oculistica del Policlinico e professore universitario associato, è finito sotto inchiesta con l’accusa di peculato. Secondo quanto accertato dalla Guardia di Finanza, il professionista avrebbe incassato somme considerevoli per visite specialistiche a pagamento, senza registrarle né comunicarle al sistema sanitario pubblico.

L’indagine, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Modena, ha portato al sequestro preventivo di beni e disponibilità economiche per oltre 360mila euro. Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica.

Attività privata fuori dai canali ufficiali

Al centro dell’inchiesta c’è l’attività libero-professionale che il medico svolgeva in regime intramurario, regolarmente autorizzata presso il proprio studio. Tuttavia, secondo gli investigatori, l’ex primario avrebbe eluso gli obblighi di trasparenza e rendicontazione previsti dalle convenzioni con l’azienda sanitaria, evitando di registrare le prestazioni erogate e trattenendo per sé l’intero compenso.

Le visite, svolte in ambito ambulatoriale, sarebbero state pagate direttamente in contanti dai pazienti, senza alcuna ricevuta o documento fiscale. Gli incassi – è quanto emerso dai controlli – venivano annotati su agende personali, al di fuori di qualsiasi circuito formale.

Un’indagine partita da una verifica fiscale

Le indagini sono scaturite da una verifica fiscale condotta nei confronti del professionista, che ha fatto emergere una discrepanza significativa tra i redditi dichiarati e le somme effettivamente percepite. Secondo la ricostruzione della Procura, le somme incassate avrebbero dovuto essere in parte versate all’azienda sanitaria, come previsto dal regime intramurario, e la loro omissione configura l’ipotesi di peculato, trattandosi di fondi pubblici indebitamente trattenuti.

Il caso ha sollevato l’attenzione anche per il ruolo ricoperto dal medico, una figura di rilievo all’interno del Policlinico modenese e del mondo accademico. Le indagini sono ancora in corso e non si escludono ulteriori sviluppi.

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