26 Ottobre 2026, lunedì
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Tragedia a Orio al Serio: chi era Andrea Russo, il 35enne risucchiato dal motore di un aereo

L’uomo si è introdotto nell’area riservata dello scalo bergamasco e si è diretto verso un velivolo in rullaggio. Le indagini si concentrano su dinamiche e motivazioni.

L’inquietante incidente sulla pista di Orio al Serio: le indagini sulla morte di Andrea Russo

Aveva 35 anni, si chiamava Andrea Russo e risiedeva a Calcinate, nella provincia bergamasca. È lui la vittima della tragica vicenda avvenuta nella serata di venerdì 5 luglio all’aeroporto di Orio al Serio, dove è stato risucchiato da uno dei motori di un aereo Volotea in fase di rullaggio. L’episodio ha immediatamente mobilitato forze dell’ordine e autorità giudiziarie, impegnate a ricostruire con esattezza la dinamica e soprattutto le motivazioni di un gesto che resta, per ora, inspiegabile.

Secondo una prima ricostruzione, Russo sarebbe arrivato allo scalo a bordo della sua Fiat 500 rossa, lasciata in mezzo al parcheggio antistante l’aeroporto. Successivamente si sarebbe diretto verso l’area arrivi, riuscendo – non è ancora chiaro con quale modalità – a superare una porta che conduce direttamente alla pista. Da lì avrebbe raggiunto di corsa il velivolo, per poi lanciarsi contro uno dei motori accesi dell’aereo in movimento.

Gli inquirenti stanno passando al vaglio ogni dettaglio. “Stiamo investigando sui suoi eventuali rapporti con l’aeroporto o con il mondo dell’aviazione”, ha dichiarato il procuratore di Bergamo, Maurizio Romanelli. Gli accertamenti proseguono anche sull’auto dell’uomo, sottoposta a perquisizione da parte della polizia scientifica alla presenza del sostituto procuratore Letizia Aloisio. “All’interno – ha precisato Romanelli – abbiamo trovato materiali di ogni genere, ma nulla che possa offrire al momento una spiegazione chiara del gesto”.

Andrea Russo, secondo quanto emerso, in passato avrebbe avuto problemi legati alla droga. Tuttavia, al momento, gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, compreso il gesto volontario. Le telecamere di sicurezza e i sistemi di controllo dell’aeroporto saranno fondamentali per chiarire come sia stato possibile per l’uomo accedere a una zona interdetta e avvicinarsi a un aereo in movimento senza essere fermato.

Nel frattempo, lo scalo di Orio al Serio è tornato operativo, ma resta l’interrogativo su come sia potuto avvenire un simile episodio in una delle aree più sorvegliate di qualsiasi infrastruttura aeroportuale. La magistratura attende ora anche le risultanze dell’autopsia e degli esami tossicologici per completare il quadro dell’inchiesta.

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