WASHINGTON – Un audio riservato del 2024, reso pubblico dalla CNN, svela un retroscena clamoroso: il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avrebbe minacciato Vladimir Putin e Xi Jinping di bombardare Mosca e Pechino nel tentativo di scoraggiare qualsiasi azione ostile da parte di Russia e Cina.
Nel file audio, registrato durante un incontro a porte chiuse, Trump afferma di aver intimato al leader del Cremlino che un attacco contro Kiev avrebbe avuto come risposta immediata un raid americano sulla capitale russa. Parole simili sarebbero state rivolte anche al presidente cinese, nel contesto delle crescenti tensioni nell’Indo-Pacifico.
“Dice un sacco di str… sull’Ucraina”, si sente dire Trump riferendosi a Putin, usando un linguaggio diretto e senza filtri, tipico del suo stile. Il presidente statunitense, rieletto alla Casa Bianca dopo le elezioni del novembre 2024, rivendica in quel colloquio la sua strategia muscolare come deterrente contro le ambizioni imperiali di Mosca e Pechino.
Minacce come leva diplomatica
Secondo la CNN, l’audio è stato registrato poco prima dell’escalation russa sul fronte ucraino. Trump vi sostiene che la minaccia esplicita di colpire le due capitali sarebbe stata comunicata personalmente, come messaggio chiaro e non equivocabile. Non è chiaro se i destinatari abbiano considerato quelle parole come una reale intenzione bellica o come una manovra retorica per guadagnare margini negoziali.
In ogni caso, la diffusione del materiale rilancia le discussioni sul metodo Trump nella gestione della politica estera: una linea assertiva e imprevedibile, che non esclude l’uso della forza come strumento di pressione geopolitica.
Verso nuovi aiuti militari a Kiev
Nel frattempo, il Wall Street Journal riferisce che l’amministrazione USA sta valutando l’invio di un nuovo sistema di difesa aerea Patriot all’Ucraina. La decisione, ancora in fase di analisi, rientra nel più ampio pacchetto di supporto militare all’esercito di Kiev, impegnato a respingere le offensive russe su più fronti.
L’eventuale dispiegamento dei Patriot, già utilizzati con successo contro missili e droni russi, rappresenterebbe un ulteriore rafforzamento delle capacità difensive ucraine e un chiaro segnale a Mosca della determinazione occidentale a non arretrare.
Un equilibrio delicato
La rivelazione dell’audio si inserisce in un momento già delicato, tra venti di guerra fredda e nuove strategie di contenimento globale. Mentre Trump consolida la sua leadership all’interno e promuove un’agenda “America first” di nuova generazione, le sue parole rischiano di avere eco durature nei rapporti con le due principali potenze rivali.
Tra deterrenza e provocazione, la linea della Casa Bianca appare tracciata: gli Stati Uniti non intendono più limitarsi alla diplomazia convenzionale. E con Trump alla guida, anche le parole diventano armi strategiche.
