Roma – Si è chiusa nel sangue, a distanza di tre anni, una faida maturata nell’ambiente dello spaccio di droga. Franco Lollobrigida, 35 anni, è stato ucciso a colpi di pistola nel centro di Rocca di Papa, ai Castelli Romani. Era uscito da poco dal carcere, dove stava scontando una pena per l’omicidio di Giuliano Palozzi, avvenuto nel 2021. A sparare, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato proprio il padre di quest’ultimo, deciso a vendicare la morte del figlio.
L’agguato è avvenuto in pieno giorno, nei pressi della centralissima via Frascati. Lollobrigida, appena tornato in libertà, è stato raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco. Non ha avuto scampo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del comando provinciale di Roma, che hanno immediatamente avviato le indagini.
I sospetti si sono concentrati fin da subito sull’uomo che più di tutti aveva un movente: il padre di Giuliano Palozzi, ucciso nel 2021 per un debito di droga. Un omicidio che aveva sconvolto la comunità locale e per il quale proprio Lollobrigida era stato condannato e incarcerato. L’uscita dal carcere, evidentemente, è stata seguita da vicino. E chi aveva aspettato tre anni per regolare i conti, ha agito con freddezza.
L’uomo sospettato della vendetta sarebbe già stato fermato dai carabinieri. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo, ma non escludono che la vicenda possa allargarsi a contesti criminali più ampi, tra vecchie ruggini familiari e dinamiche legate al traffico di stupefacenti.
A Rocca di Papa, intanto, resta la tensione. Il centro del paese si è trasformato per ore in una scena del crimine blindata, con le forze dell’ordine al lavoro tra rilievi, testimonianze e immagini di videosorveglianza. L’allerta resta alta per il rischio di ulteriori ritorsioni. Una vendetta privata che riaccende i riflettori su una giustizia sommaria che, ancora una volta, ha scelto di parlare con la lingua delle armi.
