15 Agosto 2026, sabato
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Evasioni in aumento del 700%: il caso Cavallari riaccende l’allarme nelle carceri

Il giovane condannato per la strage di Corinaldo non è rientrato in cella dopo un permesso per laurearsi. Il sindacato della polizia penitenziaria denuncia un’impennata di casi dal 2023.

L’evasione di Andrea Cavallari, il 26enne appartenente alla cosiddetta “banda dello spray” condannato a 10 anni e 11 mesi per la strage nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, ha riportato sotto i riflettori un fenomeno in preoccupante crescita: le evasioni dal carcere sono aumentate del 700% dal 2023.

A lanciare l’allarme è Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria, che parla di un trend consolidato e allarmante. «Nell’ultimo anno si sono registrate circa 340 evasioni — afferma —, un dato che riflette un’escalation costante a partire dal 2023». Un aumento che, secondo il sindacato, sarebbe legato soprattutto a permessi concessi nell’ambito del regime di semilibertà o benefici premiali.

Cavallari, assistito dall’avvocato Francesco Muzzioli, aveva ottenuto un permesso per partecipare alla discussione della tesi e alla proclamazione della laurea in Scienze giuridiche presso l’Università di Bologna. Era il suo primo permesso, rilasciato per un’occasione definita “eccezionale” nella richiesta presentata al magistrato di Sorveglianza: una giornata di festa da trascorrere con i familiari, nel segno di un percorso rieducativo che sembrava promettente. Invece, il giovane non ha fatto ritorno in carcere.

«Alla fiducia dello Stato, che ti consente di studiare e laurearti per favorire il reinserimento, si risponde con la fuga — osserva Di Giacomo —. Serve una riflessione urgente sulla gestione dei benefici penitenziari».

Anche il Garante dei detenuti è intervenuto sul caso, auspicando che Cavallari si consegni spontaneamente alle autorità: «Un gesto che dimostrerebbe che il percorso riabilitativo ha ancora un senso».

L’episodio riapre il dibattito sull’equilibrio tra misure rieducative e sicurezza, in un sistema penitenziario già messo alla prova da sovraffollamento, carenze di organico e strutture inadeguate. Ma con numeri come quelli denunciati — un +700% di evasioni — il rischio è che la fiducia concessa dallo Stato si trasformi, troppo spesso, in occasione di fuga.

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