Un’altra storia di violenza tra giovanissimi che scuote le coscienze. Venerdì sera, 5 luglio 2025, a Maddaloni, una città in provincia di Caserta, all’interno della Villa Comunale “Franco Imposimato” , un luogo che dovrebbe evocare serenità, è stata teatro di un’aggressione scioccante. Un ragazzo di 17 anni è stato accoltellato alla schiena dalla sua fidanzatina di 16, presumibilmente a causa della gelosia. Un unico, fatale colpo con un coltello piccolo e appuntito ha causato una perforazione polmonare; il giovane, operato d’urgenza a Caserta, resta in prognosi riservata, seppur fortunatamente fuori pericolo di vita. Le indagini a Maddaloni sono in corso: la ragazza è stata denunciata per lesioni aggravate, e la Procura per i Minorenni di Napoli sta gestendo il fascicolo. Decine di minorenni sono sotto interrogatorio per ricostruire l’accaduto. Nelle prossime ore si saprà la verità.
Questo drammatico episodio non è un caso isolato. Il 2025 si sta rivelando un anno particolarmente critico per l’aumento di episodi di violenza giovanile. Le cronache sono costellate di aggressioni, risse e atti di bullismo che degenerano in violenza fisica, spesso immortalati e amplificati dai social media. Ciò che emerge con forza è una disarmante leggerezza con cui la violenza viene brandita come strumento per risolvere conflitti, affermare un presunto potere o, semplicemente, per “divertirsi”, senza alcuna consapevolezza del peso irreversibile delle proprie azioni. Sembra che per alcuni giovani, il confine tra un litigio e un gesto estremo sia diventato sempre più labile, come se la vita stessa fosse un gioco dalle conseguenze effimere
Su questo scenario si inseriscono le profonde riflessioni dell’avvocato Angelo Pisani, voce autorevole sulle dinamiche sociali, che a Pollica (Salerno) ha presentato il suo libro “L’altra Violenza”. Nel volume, Pisani non si limita a denunciare ogni forma di prevaricazione, ma si fa esplicito difensore sia delle donne che degli uomini, raccontando storie, e presentando dati, di violenze ai danni del “maschio” che spesso vengono oscurate.
Il caso di Maddaloni è per Pisani la tragica conferma di un principio che da tempo egli sostiene: la violenza non ha sesso. La vittima è un giovane uomo, aggredito da una ragazza. Questo episodio ci ricorda che, sebbene la narrazione dominante si concentri giustamente sulla violenza maschile contro le donne, è fondamentale riconoscere che la violenza può colpire chiunque, indipendentemente dal genere.
“La violenza è violenza, punto”, ha spesso ribadito Pisani, sottolineando come la società tenda a minimizzare o ignorare le aggressioni subite dagli uomini, quasi fossero meno degne di attenzione. Il fatto che una ragazza abbia accoltellato il fidanzato spinge a eliminare le contrapposizioni binarie tra uomo e donna che troppo spesso inquinano il dibattito e impediscono una visione oggettiva del problema.
Questo episodio solleva domande urgenti sul ruolo della famiglia, della scuola e della società nel fornire gli strumenti per gestire la rabbia e la frustrazione. La facilità con cui un “coltello piccolo e appuntito” diventa uno strumento di reazione “in un attimo di rabbia” dimostra che l’educazione emotiva e al rispetto sono sfide cruciali.
L’appello di Angelo Pisani è dunque quanto mai attuale: è imprescindibile “portare avanti una cultura della legalità senza discriminazioni e pregiudizi”. Solo riconoscendo che la violenza può assumere molteplici forme e colpire chiunque, indipendentemente dal sesso, e smantellando gli stereotipi, potremo costruire una società in cui la violenza non trovi più terreno fertile, specialmente tra le nuove generazioni. La lotta è per la giustizia, per tutti. Ribadendo: “ogni crimine, va valutato caso per caso. Portiamo avanti la cultura della legalità senza discriminazioni e pregiudizi”.
Accoltellato dalla fidanzata a 17 anni: la violenza giovanile non ha genere
Nel cuore della Villa Comunale di Maddaloni, un drammatico episodio tra adolescenti riaccende l’allarme sulle derive della violenza tra i giovani. L'avvocato Pisani: “La violenza è violenza, punto. Serve una cultura della legalità senza pregiudizi”.
