5 Ottobre 2026, lunedì
HomeItaliaCronacaRoma, pestaggio razzista su un bus di linea: quattro giovani indagati

Roma, pestaggio razzista su un bus di linea: quattro giovani indagati

Un 25enne libico aggredito, insultato e derubato in pieno centro. I Carabinieri identificano i responsabili grazie a testimoni e videocamere. Contestata l’aggravante dell’odio razziale.

ROMA – Un’aggressione brutale, priva di qualsiasi movente se non l’odio razziale, consumata a bordo di un autobus notturno nel cuore della Capitale. Vittima: un giovane libico di 25 anni. Responsabili: quattro ragazzi italiani, oggi raggiunti da un’ordinanza cautelare emessa dal Gip di Roma, su richiesta della Procura, per i reati di lesioni personali e furto aggravati da finalità di discriminazione razziale.

I fatti risalgono alla notte del 6 aprile scorso, a bordo della linea Atac N201, all’altezza di piazza dell’Ara Coeli. La vittima, regolarmente seduta, è stata accerchiata e presa di mira dal branco senza alcuna provocazione: prima le offese, poi le minacce – inequivocabili, violente – e infine l’aggressione fisica. «Negro di merda, ti uccido. So dove abiti, ti vengo a prendere» avrebbe urlato uno degli aggressori, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti. Chi tra i passeggeri ha tentato di intervenire, è stato intimidito.

Il giovane, in un disperato tentativo di sottrarsi alla violenza, si è spostato verso l’altra estremità del mezzo, ma è stato nuovamente raggiunto. Uno degli aggressori gli ha sputato addosso, poi il gruppo ha infierito con calci e pugni per oltre trenta secondi, fino a farlo cadere. Prima di fuggire, gli hanno portato via lo smartphone e l’orologio. Non paghi, durante la sosta del bus, sono tornati indietro per colpirlo ancora una volta.

Provvidenziale l’intervento dell’autista del mezzo e di alcuni passeggeri, che hanno chiamato il 112 e fornito una prima, decisiva descrizione del gruppo. I Carabinieri della Stazione Roma-Quirinale, intervenuti immediatamente, hanno avviato una serrata attività investigativa: analisi dei filmati delle telecamere di bordo, accertamenti in banca dati, individuazioni fotografiche e raccolta di testimonianze. È così che sono riusciti a identificare i quattro presunti responsabili: un 21enne, ora ai domiciliari con braccialetto elettronico, e tre ragazzi tra i 19 e i 20 anni, sottoposti all’obbligo di dimora con divieto di uscita nelle ore notturne.

L’esame incrociato delle testimonianze e delle immagini ha consentito di ricostruire nel dettaglio l’intera sequenza dell’attacco, dalla prima provocazione alla rapina finale. Non solo: è emerso in modo chiaro, secondo gli inquirenti, il movente discriminatorio che avrebbe ispirato l’azione del branco.

Il giovane libico è stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Giovanni, dove i medici hanno riscontrato diverse fratture.

Il caso, seguito con attenzione dalla Procura della Repubblica di Roma, riaccende i riflettori sull’odio razziale e sulle violenze di gruppo nella Capitale. Grazie alla rapidità delle indagini e alla collaborazione dei testimoni, è stato possibile dare un nome ai responsabili di un’aggressione tanto vile quanto gratuita. Ora spetterà alla magistratura accertare le responsabilità e fare giustizia.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti