ABUJA – Due attacchi separati condotti da gruppi jihadisti hanno colpito duramente il nord della Nigeria, causando almeno 28 vittime in meno di 24 ore. Lo ha confermato l’esercito nigeriano, mentre sale la preoccupazione per l’ennesima escalation di violenza in un’area martoriata da oltre sedici anni di conflitto armato, che ha già provocato più di 40.000 morti e costretto circa 2 milioni di persone ad abbandonare le proprie case.
Il primo assalto si è verificato all’alba, intorno alle 3:20 del mattino, nella città di Malam Fatori, situata nel nord-est, nello Stato del Borno, una delle roccaforti storiche dell’insurrezione jihadista. Secondo le autorità locali, un gruppo armato è penetrato nell’area a bordo di pick-up equipaggiati con mitragliatrici pesanti, prendendo di mira un campo che ospita migliaia di sfollati interni. Le milizie hanno dato alle fiamme l’ospedale locale e numerosi edifici governativi prima di ritirarsi. Il bilancio provvisorio è di 12 morti, ma si teme che possa aggravarsi nelle prossime ore.
Il secondo attacco si è consumato a oltre 1.000 chilometri di distanza, nel nord-ovest del Paese, nello Stato di Sokoto, dove un altro gruppo jihadista, i Lakurawa, ha colpito il villaggio di Kwallajiya. In questo caso, secondo quanto riferito dai residenti, si sarebbe trattato di un’azione di rappresaglia: pochi giorni prima, gruppi locali di autodifesa avevano ucciso tre militanti durante un tentativo fallito di incursione. L’offensiva dei jihadisti ha provocato almeno 16 morti tra la popolazione civile.
Le due azioni, secondo le autorità militari, non risultano coordinate né collegate tra loro, ma testimoniano la diffusione geografica e la frammentazione del jihadismo armato in Nigeria, che ha ormai superato i confini del nord-est — tradizionale zona d’influenza di Boko Haram e dello Stato Islamico della Provincia dell’Africa Occidentale (ISWAP) — estendendosi anche al nord-ovest, dove operano gruppi più fluidi e meno strutturati, spesso coinvolti anche in traffici illeciti e banditismo armato.
La sicurezza nel Paese resta una delle sfide più urgenti per il governo nigeriano. Nonostante gli sforzi delle forze armate e le promesse di stabilizzazione, la capacità dei gruppi jihadisti di colpire con forza in aree lontane e distanti tra loro rappresenta un serio campanello d’allarme sulla tenuta dell’apparato statale e sulla protezione delle popolazioni civili, sempre più vulnerabili.
