16 Agosto 2026, domenica
HomeItaliaCronacaCuneo, maltrattamenti in un centro per disabili: a giudizio dodici operatori

Cuneo, maltrattamenti in un centro per disabili: a giudizio dodici operatori

Pazienti affetti da autismo e patologie psichiatriche, alcuni minorenni, sarebbero stati umiliati, picchiati e sedati con dosi arbitrarie di farmaci. Coinvolti anche dirigenti della cooperativa "Per Mano".

Violenza, incuria e umiliazioni sistematiche: dodici operatori di un centro diurno per disabili di Cuneo sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di maltrattamenti aggravati ai danni di quindici pazienti. Le presunte vessazioni si sarebbero protratte per cinque anni, dal 2014 all’aprile del 2019, all’interno della struttura gestita dalla cooperativa sociale “Per Mano”. Le vittime, affette da disturbi dello spettro autistico spesso associati a gravi patologie psichiatriche, includevano anche minori.

Tra gli episodi raccolti durante le indagini figura il caso di un giovane colpito al volto con una scarpa da un infermiere, e quello di una psicologa che, secondo l’accusa, avrebbe inflitto sistematicamente umiliazioni fisiche a un paziente. Il quadro delineato dai magistrati è quello di un ambiente in cui la sofferenza dei più fragili sarebbe stata affrontata con approssimazione, indifferenza e, in alcuni casi, violenza.

A processo dirigenti e personale sanitario
Davanti al giudice compariranno non solo gli operatori direttamente coinvolti – tra cui un educatore, quattro infermieri, quattro operatori socio-sanitari e una psicologa – ma anche le figure apicali della cooperativa: la direttrice e la coordinatrice. Le due, secondo la Procura, erano pienamente consapevoli di quanto accadeva nella struttura. Non solo non avrebbero impedito i maltrattamenti, ma avrebbero impartito istruzioni precise per evitare che le violenze lasciassero segni visibili, nel timore che i familiari potessero accorgersene e chiedere spiegazioni.

Farmaci alterati e isolamento forzato
Dall’inchiesta emergono anche gravi negligenze nella somministrazione dei farmaci: dosaggi modificati arbitrariamente senza alcuna supervisione medica. Inoltre, durante le crisi di agitazione psicomotoria – frequenti nei pazienti affetti da autismo – gli ospiti sarebbero stati abbandonati per ore all’interno della cosiddetta relax room, un ambiente che avrebbe dovuto offrire tranquillità e supporto, ma che si sarebbe trasformato in uno spazio di isolamento punitivo.

Alcuni familiari delle vittime, venuti a conoscenza dei fatti solo in seguito all’apertura delle indagini, si sono costituiti parte civile. Il processo, che punta a far luce su una vicenda che ha scosso profondamente l’opinione pubblica locale, si preannuncia lungo e complesso. Ma per le famiglie coinvolte rappresenta anche una possibilità di ottenere verità e giustizia.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti