26 Luglio 2026, domenica
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Ius Scholae, Tajani apre alle opposizioni: “Chi vuole, voti il nostro testo”. Ma la Lega lo boccia: “Irricevibile”

Il vicepremier invita tutte le forze politiche a sostenere la proposta di Forza Italia per la cittadinanza dopo dieci anni di scuola in Italia. Ma dal Carroccio arriva un secco no. Intanto Conte incalza: “Facciamolo subito”.

ROMA – Sull’Ius Scholae, il tema della cittadinanza legata al percorso scolastico, si riaccende il dibattito politico. A rilanciare la questione è Antonio Tajani, vicepremier e segretario di Forza Italia, che apre a una possibile convergenza parlamentare: “Abbiamo la nostra proposta e siamo pronti a discuterla con tutti. Chiunque voglia votarla, la voti”. Nessuna trattativa, però, sulla soglia minima dei dieci anni di permanenza e studio in Italia: su questo punto, Tajani è categorico.

“Forza Italia non accetterà mai una riduzione dei dieci anni. Nessuno sconto, nemmeno per chi ha frequentato con profitto”, ha ribadito, ricordando come il partito si fosse sempre opposto sia alla proposta referendaria sia a quella del Partito Democratico, che fissava la soglia a cinque anni. “Se il Pd è favorevole ai dieci anni lo dica chiaramente. Ma non è Forza Italia che voterà con il Pd: è il Pd che può votare con noi”, ha precisato Tajani, invertendo la prospettiva di un possibile asse parlamentare.

La Lega alza il muro: “Proposta irricevibile e sbagliata”

La reazione più dura arriva dal partito alleato di governo. La Lega definisce la proposta di Forza Italia “irricevibile dal punto di vista politico” e “tecnicamente sbagliata”. Il capogruppo del Carroccio in commissione Cultura, Rossano Sasso, contesta apertamente l’idea: “Chi propone una simile norma dimostra di non conoscere la realtà delle scuole italiane”. Dello stesso avviso la vicesegretaria leghista Silvia Sardone, che invita a non ignorare il risultato del referendum sulla cittadinanza e a “fare proposte che rispecchino la volontà degli italiani”.

Conte: “Facciamolo subito, anche rinunciando alle ferie”

A sinistra, invece, l’apertura di Tajani viene colta come una possibile svolta. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, rilancia con entusiasmo: “Sperando non sia l’ennesima chiacchiera estiva come l’anno scorso, siamo pronti. La nostra è una battaglia di lunga data. Se Forza Italia è coerente, ci ride il cuore”. E propone di accelerare i tempi: “È una questione così importante che potremmo persino rinunciare a un po’ di ferie. Facciamolo subito”.

Le differenze tra le proposte di Forza Italia e Pd

La proposta di Forza Italia, ribattezzata Ius Italiae, introduce un nuovo modello: cittadinanza possibile a partire dai 16 anni, per minori stranieri nati in Italia o arrivati entro i 5 anni di età, purché abbiano risieduto continuativamente per 10 anni e completato il ciclo della scuola dell’obbligo (elementari, medie e i primi due anni delle superiori). La richiesta deve essere presentata da un genitore. In assenza, il ragazzo potrà farla autonomamente al compimento della maggiore età. Il testo azzurro ridimensiona inoltre la trasmissibilità automatica della cittadinanza per discendenza (ius sanguinis).

Di diverso orientamento la proposta del Partito Democratico, che combina Ius Soli e Ius Scholae. Per i dem, il diritto alla cittadinanza spetta ai minori nati in Italia da almeno un genitore soggiornante regolare da un anno, oppure a coloro che, arrivati entro i 12 anni, abbiano frequentato per almeno 5 anni le scuole italiane, inclusa la scuola dell’infanzia.

Il Pd propone anche di ridurre il requisito della residenza continuativa: da 10 a 5 anni per cittadini extra-Ue, a 3 anni per cittadini Ue e a 2 anni per rifugiati o apolidi. Altro elemento centrale per i dem è il legame con lo sport: i minori nati o cresciuti in Italia con background migratorio dovrebbero poter essere tesserati nelle federazioni sportive nazionali. In caso di evidente interesse sportivo, confermato da una commissione del CONI, la cittadinanza potrebbe essere concessa con almeno 5 anni di scuola completati in Italia o in presenza di un genitore nato in Italia o residente regolare da almeno un anno.

Un terreno aperto, ma ancora lontano dal compromesso

La distanza tra le forze politiche resta evidente, non solo sui numeri, ma sull’impianto culturale e giuridico della cittadinanza. La Lega alza le barricate, Forza Italia cerca consensi senza rinunciare alla propria linea, e il centrosinistra auspica una convergenza almeno sul principio dello Ius Scholae. Il confronto è aperto, ma il traguardo, ancora una volta, appare distante.

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