WASHINGTON — Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, non ha usato mezzi termini: a bloccare l’atteso taglio dei tassi di interesse è stata la politica commerciale dell’amministrazione Trump. “Abbiamo sospeso l’azione — ha dichiarato intervenendo a un vertice internazionale di banchieri centrali in Portogallo — quando abbiamo visto l’entità dei nuovi dazi, che hanno fatto salire significativamente tutte le previsioni sull’inflazione”.
L’istituto centrale statunitense, secondo Powell, avrebbe già avviato una fase di allentamento monetario se non fosse stato per le tariffe introdotte unilateralmente dagli Stati Uniti nei confronti di diversi partner commerciali. Pur sottolineando che i dazi, al momento, non hanno inciso in modo rilevante sull’economia nazionale, il presidente della Fed ha avvertito: “Potrebbero alimentare un’inflazione più elevata nei mesi a venire”.
Nel frattempo, sul fronte politico interno, si consuma lo scontro tra Donald Trump ed Elon Musk. Il patron di Tesla, tornato a criticare apertamente la legge di bilancio dell’amministrazione, ha definito la manovra “una follia di spesa pubblica” che alza il tetto del debito “di un record storico da 5.000 miliardi di dollari”. Su X (ex Twitter), Musk ha attaccato: “Siamo governati da un partito unico, il partito del maiale”.
Il Senato ha comunque approvato il testo grazie al voto determinante del vicepresidente J.D. Vance, considerato una figura chiave nel nuovo assetto politico a trazione trumpiana.
Le tensioni sono esplose ulteriormente quando Trump, in risposta a una provocazione su una possibile deportazione del miliardario sudafricano naturalizzato americano, ha risposto: “Darò un’occhiata”. Una frase che ha riacceso le polemiche sull’uso politico della cittadinanza e dei sussidi statali, con riferimento implicito agli incentivi per l’auto elettrica, da cui Tesla ha ampiamente beneficiato.
Sul versante internazionale, restano aperte le trattative tra Stati Uniti e Unione Europea in materia di dazi, ma il presidente americano ha escluso una proroga della scadenza del 9 luglio per la pausa tariffaria. Dubbi anche sulla possibilità di concludere un’intesa commerciale con il Giappone, a conferma di un approccio isolazionista che sta già generando ricadute sulla politica monetaria e sulle relazioni economiche globali.
