16 Aprile 2026, giovedì
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Elba Book, l’isola che legge: indipendenza, pace e nuove chiavi di volta

Dal 15 al 18 luglio, Rio nell’Elba ospita l’undicesima edizione del festival dell’editoria indipendente. Tra dibattiti, premi, laboratori e ospiti illustri, un laboratorio culturale che sceglie il dialogo contro ogni forma di conflitto.

Unisola che legge, riflette e resiste. Torna anche quest’anno, dal 15 al 18 luglio, Elba Book Festival, la rassegna nazionale dedicata all’editoria indipendente che per l’undicesima volta trasforma il borgo medievale di Rio nell’Elba in un crocevia di parole, immagini e idee. In un presente segnato da crisi globali, guerre e fratture sociali, il festival sceglie con coraggio una postura controcorrente: mettere al centro la cultura come strumento di coesione e resistenza civile.

Editoria e bibliodiversità: un arcipelago culturale
A presidiare piazza del Popolo saranno una ventina di case editrici indipendenti – da Marcos y Marcos a Mimesis, da Exòrma a Le Plurali – con stand, incontri e cataloghi all’insegna della cosiddetta “bibliodiversità”: un ecosistema editoriale vario, non omologato, aperto alla sperimentazione. Al calar del sole, il festival si sposterà in piazza Matteotti, che diventerà il fulcro dei principali appuntamenti con scrittori, giornalisti, attori e operatori culturali. Un salotto all’aperto dove ogni sera si rifletterà sul significato stesso del fare cultura oggi.

Il tema dell’edizione 2025 è “Chiavi di volta”, espressione mutuata dall’architettura, ma qui caricata di simbolismi: “Nell’arco, è la pietra centrale che tiene in piedi tutta la struttura – spiega il direttore artistico Marco Belli – Senza, tutto crolla. È un passaggio, un punto d’equilibrio, ma anche di trasformazione. Ci siamo chiesti quali siano oggi le nostre chiavi di volta, i valori capaci di tenere unite le comunità, le narrazioni che ci sorreggono in mezzo al cambiamento.”

Una locandina contro legemonia del pensiero bellico
Il manifesto del festival, firmato da Andrea Lunghi e Marco Barretta, è una provocazione visiva potente: un bambino indossa una divisa militare della seconda guerra mondiale, ereditata dal nonno. Un’immagine disturbante, ma necessaria: “I bambini dovrebbero ereditare sogni, non elmetti – osserva Lunghi, presidente del festival – E invece stiamo consegnando loro un mondo refrattario al confronto, incapace di immaginare soluzioni pacifiche, devastato da eventi eccezionali divenuti normalità”. Elba Book risponde proponendo spazi di ascolto, confronto, educazione alla complessità.

Traduzione e memoria: il Premio Appiani
Ad aprire ufficialmente il festival, martedì 15 luglio alle 18:45, sarà la cerimonia di consegna del Premio Lorenzo Claris Appiani per la traduzione letteraria, giunto alla sua decima edizione. Il riconoscimento, nato per trasformare in valore civile la memoria del giovane avvocato ucciso nel 2015 nel Tribunale di Milano, è assegnato quest’anno a Fulvio Bertuccelli per la traduzione del romanzo Zamir di Hakan Günday (Marcos y Marcos). La traduzione come strumento di dialogo tra lingue, identità e culture è il cuore del premio, promosso dalla famiglia Appiani con la direzione scientifica dell’Università per Stranieri di Siena.

Tomaso Montanari, rettore di Unistrasi, sottolinea come “questo premio abbia dimostrato che persino dal male più assoluto può nascere un percorso di cura. La traduzione è un esercizio di ascolto e negoziazione: un atto umanistico radicale, in un mondo sempre più dominato dall’imposizione identitaria”.

Pasolini, scelte educative e Camilleri
Il programma serale si arricchisce di eventi dal forte spessore culturale. Martedì 15, alle 21:30, riflettori su “50 anni senza Pasolini” con Dacia Maraini, Loredana Lipperini, Aldo Nove e Giorgiomaria Cornelio, guidati da Graziano Graziani. Mercoledì 16, la psicologa Daniela Lucangeli condurrà una lectio sull’educazione come spazio di libertà e preferenza consapevole. Giovedì 17, si parlerà del mestiere editoriale e dell’identità dei libri oltre le logiche commerciali. A seguire, Marco Manfredi interpreterà ogni sera i Comizi damore di Pasolini, mentre Gaetano Savatteri e Eleonora Carta omaggeranno Andrea Camilleri e la narrazione noir tra Vigàta e Makari.

Il Premio Demetra: la letteratura per un futuro sostenibile
La serata conclusiva, venerdì 18 luglio, sarà dedicata alla cerimonia del Premio Demetra, promosso da Comieco con il patrocinio del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Giunto alla quinta edizione, il premio si conferma punto di riferimento per la letteratura ambientale indipendente. Le opere selezionate – oltre cento in concorso – affrontano il cambiamento climatico, l’ecologia sociale e la sostenibilità in chiave narrativa, saggistica e illustrata. Spicca la varietà delle giurie: dai ragazzi dell’istituto “Cerboni” ai detenuti della Casa di Reclusione di Porto Azzurro, fino ai lettori del circolo “Tisana letteraria”.

I finalisti e il gran finale sul clima
Tra i finalisti in saggistica figurano Giulio Betti (Ha sempre fatto caldo!, Aboca), Luigi Ciotti con Mirta Da Pra (Dalla transizione alla conversione ecologica), Giulio Ferroni (Natura vicina e lontana, La nave di Teseo), e John Vaillant con Letà del fuoco (Iperborea). Nella narrativa, si segnalano Il cuore infranto della quercia di Patrizia Carrano (Aboca) e Segreti di ghiaccio di Beatrice Peruffo (LINEA). Per i ragazzi, Il favoloso viaggio delle piante di Stefano Mancuso e Philip Giordano, mentre tra le graphic novel spiccano Un poema per le piccole cose di Alice Berti e Temporale di Andrea Ferraris.

Alle 21:30 il gran finale: Le chiavi di volta del clima, dibattito tra il climatologo Giulio Betti ed Ermete Realacci, moderato da Stefano Lamorgese. Un’occasione per ribadire che non esiste futuro ecologico senza cultura condivisa e pensiero critico.

Tra radici e visioni, Elba Book si conferma un presidio di resistenza culturale. Un luogo dove si sceglie di coltivare dialogo, memoria e speranza. Perché solo attraverso le parole – quelle vere, responsabili, incarnate – è ancora possibile costruire mondi migliori.

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