Caldo record, 17 città sotto il bollino rosso: temperature oltre i 40°C e allerta in tutta Italia
Le previsioni meteo continuano a segnare picchi record, con il Sud e il Centro-Nord sotto l’assalto del caldo torrido. Il Ministero della Salute lancia l’allerta massima per le persone più vulnerabili.
ROMA – L’Italia è nel pieno di un’ondata di caldo senza precedenti, e nel fine settimana il termometro continuerà a salire, raggiungendo punte di 40°C in diverse città, non solo al Sud e in Sardegna, ma anche al Centro-Nord. Oggi sono 17 le città italiane contrassegnate dal bollino rosso, il massimo livello di allerta, e domenica il numero salirà a 21, con la possibilità di temperature estreme che mettono a rischio la salute, soprattutto delle categorie più fragili.
Il Ministero della Salute ha emesso un bollettino di allerta meteo di livello 3, definito come emergenza, che mette in guardia sulla salute delle persone vulnerabili: anziani, bambini, persone con malattie croniche e, in generale, chiunque possa essere particolarmente sensibile alle alte temperature. Le autorità invitano alla prudenza, a limitare l’esposizione al sole e a bere abbondantemente per evitare colpi di calore e disidratazione.
Le città sotto il bollino rosso
Tra le città con il bollino rosso oggi figurano Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Roma, Torino, Trieste, Venezia e Verona. A queste si aggiungeranno domenica anche Catania, Civitavecchia, Rieti e Viterbo, portando il numero delle città in allerta a 21.
L’aumento degli accessi al Pronto Soccorso
Le alte temperature non hanno tardato a manifestare i loro effetti negativi sulla salute pubblica: negli ultimi sette giorni si è registrato un incremento del 4% degli accessi al Pronto Soccorso, con un particolare aumento delle richieste di intervento da parte del servizio 118. Questo evidenzia quanto il caldo torrido stia già mettendo sotto pressione il sistema sanitario, con un aumento di problematiche legate a disidratazione, colpi di calore e malesseri legati alla circolazione.
La richiesta di fermare le attività lavorative più rischiose
In questo contesto, i sindacati di tutta Italia, dal Nord al Sud, stanno chiedendo alle autorità competenti di adottare misure urgenti per tutelare i lavoratori più esposti. In particolare, si chiede di fermare le attività lavorative nelle ore più calde della giornata e nelle zone a maggiore rischio, come in Sicilia, dove le temperature sono particolarmente elevate. L’invito è quello di attuare ordinanze anti-caldo che consentano di proteggere i lavoratori da un caldo insostenibile.
La fusione dei ghiacci sul Monte Bianco
Non solo le città: l’ondata di caldo sta colpendo anche le zone più alte delle Alpi. Sul Monte Bianco, a 4.750 metri di altitudine, la temperatura è salita sopra lo zero, con una lettura di 1,4°C alle 12. Questo fenomeno, che si registra in modo anomalo a queste altitudini, ha già causato la fusione di neve e ghiaccio. Nel 2022, un record di temperatura sopra lo zero era stato mantenuto per ben 33 ore consecutive, segnalando i segnali di un riscaldamento climatico che non risparmia neppure le vette più alte.
La sfida del cambiamento climatico
Questi eventi estremi sono il riflesso dei cambiamenti climatici in corso, che stanno portando a un aumento di fenomeni meteorologici estremi e a un riscaldamento delle temperature che, ogni anno di più, mette a dura prova le infrastrutture e la salute pubblica. Le città, già vulnerabili a questo tipo di eventi, si trovano a dover affrontare una crescente pressione sulle risorse e sul sistema sanitario, con la necessità di affrontare urgentemente i cambiamenti a livello globale.
In questo scenario, le misure di protezione per le persone più fragili, ma anche per l’intera popolazione, sono indispensabili. Se il caldo torrido e le temperature record sono ormai una realtà, l’adattamento delle politiche e delle infrastrutture a questa nuova normalità diventa una priorità urgente.
