14 Ottobre 2026, mercoledì
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Iran, Khamenei riappare in video: “Abbiamo inflitto uno schiaffo agli Stati Uniti”

Prima apparizione pubblica del leader supremo dalla tregua tra Israele e Hezbollah: la tv di Stato iraniana rilancia un messaggio di sfida rivolto a Washington.

Teheran – La Guida Suprema iraniana, Ayatollah Ali Khamenei, è tornata a farsi vedere in pubblico con una dichiarazione trasmessa dalla televisione di Stato, la prima dall’entrata in vigore della tregua tra Israele e Hezbollah. In un messaggio destinato a rafforzare la posizione dell’Iran sullo scacchiere regionale, Khamenei ha affermato: «Abbiamo inflitto uno schiaffo agli Stati Uniti».

Il riferimento non è stato ulteriormente specificato, ma arriva in un momento in cui Teheran cerca di capitalizzare il cessate il fuoco, presentandolo come un successo della “resistenza” filo-iraniana contro Israele e, indirettamente, contro Washington, storica alleata dello Stato ebraico.

Il video, diffuso nelle ultime ore dai media ufficiali iraniani, mostra il leader in abiti neri, seduto, con tono fermo e parole misurate, ma cariche di significato politico e simbolico. La scelta di rendere pubblica questa dichiarazione proprio ora non è casuale: la leadership iraniana intende ribadire il proprio ruolo centrale nella regione e il sostegno agli attori non statali – come Hezbollah – che rappresentano la proiezione dell’influenza iraniana in Libano, in Siria e oltre.

Il linguaggio usato da Khamenei rispecchia quello abituale della retorica iraniana nei confronti degli Stati Uniti, definiti “il Grande Satana” fin dai tempi della rivoluzione del 1979. Tuttavia, la sua uscita pubblica è significativa: negli ultimi mesi la guida suprema aveva ridotto al minimo le apparizioni, alimentando anche speculazioni sul suo stato di salute.

Con questo messaggio, l’Iran sembra voler riaffermare la propria capacità di incidere sul conflitto israelo-palestinese e sulla politica regionale, senza partecipare direttamente alle ostilità ma mantenendo un ruolo di primo piano attraverso i suoi alleati.

Nonostante la retorica, sul terreno diplomatico e militare la situazione resta fragile. Il cessate il fuoco è accolto con cauto ottimismo ma rimane precario, e le tensioni tra le varie potenze coinvolte potrebbero riesplodere in qualsiasi momento.

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