6 Ottobre 2026, martedì
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Caso Ramy, condannato a 2 anni e 8 mesi l’amico alla guida dello scooter

La sentenza del gup di Milano per resistenza a pubblico ufficiale. Disposti risarcimenti morali ai carabinieri. Il legale: "Pena sproporzionata, faremo ricorso".

Inseguimento a Milano, condannato l’amico di Ramy Elgaml: 2 anni e 8 mesi per resistenza
Il giudice riconosce anche un risarcimento morale ai sei carabinieri coinvolti. La difesa annuncia ricorso in appello.

MILANO — È stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione Fares Bouzidi, 22 anni, il giovane che la notte del 17 ottobre scorso era alla guida dello scooter su cui viaggiava anche l’amico Ramy Elgaml, il 19enne egiziano morto in seguito a un tragico schianto al termine di un inseguimento con i carabinieri, avvenuto nel quartiere milanese di Comasina.

La sentenza è stata emessa ieri dal giudice per l’udienza preliminare di Milano, Fabrizio Filice, che ha accolto le richieste dei pubblici ministeri Giancarla Serafini e Marco Cirigliano, della Procura milanese guidata da Marcello Viola. Il procedimento si è svolto con rito abbreviato.

Condanna per resistenza aggravata

A Bouzidi è stato contestato il reato di resistenza a pubblico ufficiale, aggravata dal fatto di aver eluso l’alt dei carabinieri e di aver dato il via a una fuga conclusasi con la morte del passeggero. Durante l’inseguimento, lo scooter si è schiantato, causando il decesso di Elgaml e ferite al conducente.

Il giudice ha inoltre disposto la confisca di 850 euro in contanti e di una catenina d’oro, trovati nel borsello del giovane durante le indagini e sottoposti a sequestro.

Risarcimento ai carabinieri

La sentenza ha stabilito anche un risarcimento morale di 2.000 euro a favore di ciascuno dei sei carabinieri che avevano chiesto di costituirsi parte civile. Gli avvocati Paolo Sevesi e Arianna Dutto, difensori dei militari, avevano avanzato istanza di indennizzo in via equitativa per il danno subito dai loro assistiti durante l’inseguimento.

La difesa: “Pena eccessiva, faremo appello”

«Fares era consapevole che la sua condotta era sbagliata e punibile», ha dichiarato l’avvocato Marco Romagnoli, difensore del giovane, «ma questa sentenza ci lascia delusi: la pena appare eccessiva rispetto alla realtà dei fatti contestati». Il legale ha già annunciato che la decisione sarà impugnata in appello, dopo aver esaminato le motivazioni della sentenza, che verranno depositate nelle prossime settimane.

Un caso che ha scosso l’opinione pubblica

La vicenda ha sollevato nelle scorse settimane un acceso dibattito pubblico sulle modalità di intervento delle forze dell’ordine e sulla dinamica dell’inseguimento che ha portato alla morte di Ramy Elgaml. Le indagini non hanno accertato responsabilità dirette dei militari nel decesso del giovane passeggero, e l’attenzione giudiziaria si è concentrata sul comportamento del conducente del mezzo.

Con questa sentenza si chiude il primo capitolo giudiziario del caso, ma la battaglia legale, come annunciato dalla difesa, non è destinata a fermarsi qui.

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