26 Luglio 2026, domenica
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Missili su Kiev, è strage nella notte: sei morti e decine di feriti

Zelensky avverte: “Mosca prepara nuove operazioni militari in Europa”. Putin rilancia la retorica sull’Ucraina: “Un solo popolo, tutta nostra”. L’Italia all’Onu chiede un cessate il fuoco immediato

Kiev – La guerra in Ucraina è giunta al suo 1.216esimo giorno e continua a mietere vittime, anche tra la popolazione civile. Nella notte, la capitale Kiev è stata colpita da una nuova ondata di missili russi: il bilancio provvisorio parla di almeno sei morti e decine di feriti. Gli attacchi, che hanno preso di mira zone residenziali e infrastrutture critiche, confermano l’alta intensità del conflitto, nonostante gli appelli internazionali alla tregua.

Mentre la città si risveglia tra le sirene d’allarme e i soccorsi nei quartieri colpiti, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso noto che l’intelligence militare di Kiev ha rilevato segnali preoccupanti. Secondo un rapporto presentato dal capo della Direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa (GUR), Kyrylo Budanov, la Russia starebbe pianificando nuove operazioni militari non solo sul fronte ucraino, ma anche su territorio europeo.

In un messaggio pubblicato su Facebook, Zelensky ha parlato apertamente di “preparativi militari russi destinati a minacciare altri Paesi europei”, sottolineando l’urgenza di un’azione comune a livello continentale per prevenire un’escalation ancora più ampia.

Sul fronte diplomatico, l’Italia è tornata a farsi sentire alle Nazioni Unite, rilanciando con forza la richiesta di un “cessate il fuoco immediato” in Ucraina. Un appello che arriva mentre Vladimir Putin, in un nuovo discorso pubblico, riafferma la narrativa revanscista del Cremlino: “Russi e ucraini sono un unico popolo. Tutta l’Ucraina ci appartiene”, ha dichiarato il presidente russo, aggiungendo l’intenzione di “eliminare gli elementi nazisti nella leadership di Kiev”, ribadendo così la linea ideologica che sin dall’inizio ha accompagnato l’invasione.

Bielorussia: scarcerato l’oppositore Tikhanovsky

Intanto, uno spiraglio si apre sul fronte bielorusso. Sergei Tikhanovsky, figura di spicco dell’opposizione al regime di Alexander Lukashenko e arrestato nel 2020, è stato rilasciato. Lo ha reso noto la moglie, Svetlana Tikhanovskaya, che ha ringraziato Stati Uniti ed Europa per il loro sostegno diplomatico. Tuttavia, la situazione dei diritti umani nel Paese resta critica: secondo le organizzazioni internazionali, sono ancora oltre mille i prigionieri politici detenuti nelle carceri bielorusse.

Il contesto dell’Europa orientale continua dunque a essere segnato da tensioni estreme, fra guerra aperta in Ucraina, minacce russe sul continente e repressione in Bielorussia. La finestra per una soluzione diplomatica sembra farsi ogni giorno più stretta.

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