27 Luglio 2026, lunedì
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Pechino accusa Washington: “Raid contro l’Iran violano il diritto internazionale”

Ferma condanna della Cina dopo l’attacco statunitense ai siti nucleari iraniani. “Si aggrava la crisi in Medio Oriente, servono cessate il fuoco e dialogo”

Pechino – La Cina prende posizione con fermezza contro i raid statunitensi che hanno colpito impianti nucleari iraniani. In una dichiarazione ufficiale diffusa dal Ministero degli Esteri, il governo cinese accusa Washington di aver violato in modo grave i principi della Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale, contribuendo ad alimentare ulteriormente la tensione nella regione mediorientale.

«Condanniamo con decisione l’attacco lanciato dagli Stati Uniti contro l’Iran e contro strutture nucleari che si trovavano sotto la supervisione dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA)», si legge nella nota diffusa da Pechino, che parla esplicitamente di una mossa destabilizzante e contraria alle regole della comunità internazionale.

Il comunicato prosegue chiedendo a tutte le parti coinvolte di evitare ulteriori escalation, ma l’appello più diretto è rivolto a Israele, esortato a interrompere le ostilità e a rispettare la sicurezza delle popolazioni civili. «Chiediamo un cessate il fuoco immediato e l’avvio di un processo di dialogo e negoziazione», sottolinea la diplomazia cinese.

Pechino si schiera dunque sul fronte del multilateralismo, ribadendo l’urgenza di una soluzione diplomatica e politica al conflitto, in linea con la propria postura internazionale di sostegno alla stabilità regionale e al rispetto del diritto internazionale. La posizione espressa è coerente con la linea storica della Repubblica Popolare in ambito mediorientale, incentrata sulla non ingerenza diretta ma con un crescente interesse strategico nella regione.

La reazione della Cina si inserisce in un coro crescente di preoccupazioni internazionali dopo l’attacco aereo lanciato da Washington, che ha colpito strutture strategiche del programma nucleare iraniano, sollevando interrogativi anche sull’eventuale coinvolgimento di Israele nell’operazione.

Nel pieno di una crisi che rischia di sfuggire di mano, Pechino rilancia dunque un appello alla responsabilità, auspicando un rapido ritorno alla diplomazia per evitare quello che definisce un «deterioramento irreversibile della situazione».

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