Washington – L’America si prepara a fronteggiare un possibile contraccolpo dopo i recenti attacchi militari ordinati dal presidente Donald Trump contro obiettivi iraniani. Le autorità federali hanno attivato livelli di sicurezza rafforzati in tutto il Paese, in particolare nelle grandi città come New York, Los Angeles e Washington D.C., nel timore di ritorsioni o attentati.
“Le nostre risorse sono pienamente impegnate. Rimaniamo vigili”, ha dichiarato il vice direttore dell’FBI Dan Bongino, in un messaggio diffuso attraverso il social X (ex Twitter), aggiungendo: “Dio benedica l’America e tutti coloro che la difendono”. A fargli eco è la segretaria alla Sicurezza Interna, Kristi Noem, che ha assicurato l’impegno totale delle istituzioni federali: “Lavoreremo incessantemente per proteggere la patria americana”.
Anche le forze di polizia locali, insieme alle agenzie di intelligence, sono in stato di massima allerta. Gli apparati di sicurezza stanno monitorando con attenzione le minacce potenziali provenienti tanto dall’estero quanto dal territorio nazionale.
Il contesto è reso ancor più teso dallo scontro politico interno. I democratici hanno invocato nuovamente l’impeachment in Congresso, contestando non solo la legittimità dell’attacco, ma anche la gestione unilaterale della politica estera da parte di Trump, che continua tuttavia a galvanizzare la propria base.
“Siamo più uniti che mai. Ora approveremo la grande e bellissima legge. Il nostro Paese sta andando alla grande. MAGA!”, ha scritto il presidente su Truth, ostentando sicurezza e compattezza del partito repubblicano nonostante i segnali di frattura interni seguiti all’escalation militare.
In un clima già segnato da divisioni politiche profonde e tensioni geopolitiche crescenti, gli Stati Uniti si trovano ora a fronteggiare anche il rischio di nuove minacce alla sicurezza interna.
