2 Ottobre 2026, venerdì
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Il lungo ascolto del dolore: Telefono Amico, 22mila ore al fianco di chi soffre

Nel 2024 l’organizzazione ha raccolto quasi 110mila richieste d’aiuto. Crescono i contatti tra i giovani via chat e email. Parte con Ca’ Foscari una ricerca per leggere i segnali emotivi della società e anticipare le crisi.

ROMA – C’è una linea invisibile che attraversa l’Italia, fatta di voci, silenzi, ansie, solitudini. Una linea che, nel 2024, ha collegato quasi 110mila persone a Telefono Amico Italia, l’organizzazione di volontariato che da oltre 50 anni presta ascolto a chi si trova in difficoltà emotiva. Solo attraverso il numero nazionale – lo 02 2327 2327 – sono arrivate quasi 95mila richieste. Il totale delle ore trascorse dai volontari al telefono ha superato quota 22.200: equivalenti a 929 giorni consecutivi, quasi due anni interi passati ad ascoltare chi aveva bisogno, con una media di oltre 21 minuti a chiamata.

Nonostante un leggero calo del numero complessivo di telefonate (-6% rispetto al 2023), il tempo dedicato all’ascolto è aumentato. «È un dato che dice molto – commenta Cristina Rigon, presidente di Telefono Amico Italia –: chi ci chiama oggi ha bisogno più che mai di un rapporto umano, non solo di un consiglio o di uno sfogo. C’è fame di relazione, di presenza autentica».

La solitudine d’estate: una fragilità amplificata

Con l’arrivo dell’estate, però, per molti il rischio è che il silenzio diventi ancora più assordante. «Durante i mesi estivi – spiega Rigon – l’assenza di routine lavorative e sociali pesa di più. Per chi vive situazioni di fragilità psicologica, questa interruzione può acuire il disagio». Lo conferma anche il Professor Maurizio Pompili, psichiatra e docente alla Sapienza di Roma: «Le vacanze, spesso presentate come tempo di felicità e socialità, possono invece amplificare l’isolamento in chi già fatica a trovare un proprio equilibrio. Le alte temperature, i cambiamenti nel ritmo sonno-veglia e la sospensione delle attività quotidiane possono diventare fattori di rischio per il benessere mentale».

Un consiglio utile? «Mantenere una routine, stabilire piccoli obiettivi, coltivare interessi o fare volontariato. Anche una semplice camminata può aiutare a ritrovare un minimo di equilibrio psico-fisico», suggerisce Pompili.

Chi chiede aiuto: generazioni diverse, disagi comuni

Dai dati raccolti da Telefono Amico emerge una geografia del disagio che cambia a seconda dello strumento usato. Al telefono si rivolgono in egual misura uomini e donne, con una netta prevalenza di persone tra i 56 e i 65 anni (25%), seguiti dalla fascia 36-45 (21%) e 46-55 (20%). Le principali motivazioni? Solitudine, disagio psicologico, malattia, senso di vuoto: temi legati all’identità e all’autostima (60% dei casi), ma anche difficoltà relazionali (20%) e sessualità (7%).

Diverso il profilo di chi scrive via Whatsapp Amico (324 011 7252) o email (form anonimo sul sito www.telefonoamico.it): qui prevalgono i giovani e le donne. Il 27% di chi scrive su Whatsapp ha tra i 26 e i 35 anni, il 21% tra i 19 e i 25. Tra gli utenti della mail, una quota significativa ha meno di 18 anni. Anche in questi casi, i motivi principali restano legati all’area del sé, alle difficoltà relazionali e al senso di emarginazione.

L’ascolto diventa scienza: al via una ricerca con Ca’ Foscari

Accanto all’attività quotidiana di supporto, Telefono Amico Italia avvia ora una collaborazione inedita con il Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Obiettivo: utilizzare i dati anonimi delle richieste d’aiuto – trattati con strumenti di intelligenza artificiale – per costruire indicatori in grado di leggere lo “stato emotivo” della società.

«Si tratta – spiega il Professor Michele Costola, responsabile scientifico del progetto – di una fonte informativa preziosa e finora inesplorata. Applicando tecniche di sentiment analysis e machine learning, potremo individuare correlazioni tra benessere emotivo e fenomeni economico-sociali, anticipando fasi di crisi o trasformazione». Un progetto che unisce ricerca accademica e terzo settore, nella convinzione che comprendere il disagio collettivo sia il primo passo per affrontarlo.

Un presidio che non si ferma mai

Oggi Telefono Amico può contare su 600 volontari attivi e un servizio che non si interrompe mai: 15 ore al giorno, 365 giorni l’anno. Ma la domanda cresce, e le risorse iniziano a non bastare. «Abbiamo bisogno di nuove energie, di persone disposte ad ascoltare – conclude Rigon –. Perché dietro ogni voce che chiama c’è una vita che chiede attenzione. E troppo spesso, semplicemente, non ha nessuno a cui parlare».

Contatti utili
Telefono Amico Italia – Tel. 02 2327 2327
Whatsapp Amico: 324 011 7252

 www.telefonoamico.it

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