7 Maggio 2026, giovedì
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Appendino accusa il governo: “Complici di un genocida”

La vicepresidente del M5S attacca duramente Meloni, Salvini e Tajani per i rapporti con Netanyahu. “Con lui morte e distruzione. Fermiamoli”

Con un post durissimo affidato ai propri canali social, Chiara Appendino, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, lancia un’accusa senza mezzi termini contro i vertici del governo italiano. Oggetto della denuncia: il sostegno mostrato dal premier Giorgia Meloni, dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e dal vicepremier Matteo Salvini nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

“Io non dimentico. Ecco con chi sta l’Italia del governo Meloni: con un genocida che semina morte e distruzione. Per quanto tempo ancora saranno complici? Basta, fermiamoli!”, scrive Appendino, accompagnando il messaggio con immagini che ritraggono i tre esponenti del governo italiano mentre stringono la mano al leader israeliano.

Il riferimento è chiaramente legato all’offensiva militare di Israele a Gaza, al centro da mesi di una crescente condanna internazionale per l’alto numero di vittime civili. Le parole della vicepresidente M5S si inseriscono in un contesto di tensione crescente anche in Italia, dove il dibattito sul conflitto israelo-palestinese divide l’opinione pubblica e spacca la politica.

Il Movimento 5 Stelle ha più volte criticato l’operato del governo israeliano e, in particolare, la linea di appoggio incondizionato da parte dell’esecutivo italiano, che ha ribadito il proprio sostegno alla sicurezza di Israele in più occasioni ufficiali, anche nel pieno dell’escalation militare.

Appendino non è nuova a posizioni nette e senza compromessi su temi internazionali, ma questa volta l’affondo è diretto e personale, con l’accusa ai principali leader di governo di essere “complici” di una politica che – secondo l’esponente pentastellata – “semina distruzione”.

L’uscita ha subito generato reazioni contrastanti: da un lato il plauso di chi condivide una visione più critica verso Tel Aviv, dall’altro la dura condanna di esponenti del centrodestra, che accusano l’opposizione di strumentalizzare una tragedia per fini politici.

Nel frattempo, la diplomazia italiana continua a muoversi su un terreno delicatissimo, tra il mantenimento dell’alleanza con Israele e le pressioni crescenti dell’opinione pubblica internazionale affinché si fermi la spirale di sangue a Gaza. Ma le parole di Appendino rivelano quanto anche dentro i confini nazionali il conflitto mediorientale stia diventando un nodo politico sempre più incandescente.

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