8 Agosto 2026, sabato
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Amii Stewart, Alessandro Quarta e l’Orchestra Martucci: una sinfonia tra soul, jazz e magia mediterranea

Al Teatro Verdi di Salerno prende il via la “Festa della Musica” con un concerto d’eccezione diretto da Jacopo Sipari di Pescasseroli. Protagonisti la voce leggendaria di Amii Stewart, il violino irrefrenabile di Alessandro Quarta e l'Orchestra del Conservatorio “G. Martucci”.

Salerno, quando la musica accende l’anima: la grande partenza della Festa della Musica

Sarà un avvio in grande stile quello della Festa della Musica a Salerno, sabato 14 giugno alle 20:30, sul prestigioso palcoscenico del Teatro Verdi. A dirigere l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio “Giuseppe Martucci” sarà Jacopo Sipari di Pescasseroli, direttore tra i più eclettici della sua generazione, che per l’occasione ha voluto riunire un trio di autentiche eccellenze: la voce inconfondibile di Amii Stewart, il violino virtuosistico di Alessandro Quarta e, naturalmente, i giovani talenti del Conservatorio salernitano.

Un ritorno affettivo e artistico per il maestro Sipari, già protagonista di celebri collaborazioni con Stewart e Quarta – dal Festival di Mezza Estate di Tagliacozzo alla storica esibizione in San Giovanni in Laterano per Papa Francesco. A Salerno, questa “reunion” si trasforma in un viaggio emozionale attraverso generi, epoche e suggestioni diverse, con un programma che intreccia jazz, soul, tango, musica da film e sonorità etniche.

Il racconto musicale di una serata unica

Il sipario si aprirà con l’intensità malinconica di “Oblivion” di Astor Piazzolla, scritto nel 1984 per il film Enrico IV di Marco Bellocchio, in una versione per violino solista e orchestra che promette brividi e sospiri. Il viaggio proseguirà con la sensualità compositiva di “Fracanapa”, un omaggio all’ironia e al fuoco del tango nuovo.

A riportarci in una dimensione spirituale sarà Amii Stewart, che interpreterà “Nearer My God to Thee”, l’inno cristiano reso celebre anche per essere, secondo la leggenda, l’ultimo brano suonato dall’orchestra del Titanic. Da qui il concerto prenderà slancio verso un’emozionante incursione nel mondo di Ennio Morricone, con “Saharan Dream” e le struggenti melodie di “Nuovo Cinema Paradiso”, capaci di evocare l’anima più intima della cinematografia italiana.

Ritmi del Sud e il genio del cinema

Il talento esplosivo di Alessandro Quarta, violinista salentino dalla vocazione trasversale, condurrà poi il pubblico nel cuore arcaico della Terra del Rimorso, con la travolgente “Tarantula”, pizzica indiavolata dal sapore rituale, in omaggio al potere catartico della musica e della danza.

Non poteva mancare un tributo a Nino Rota, con pagine indimenticabili da “Amarcord”, “La Dolce Vita” e “Otto e mezzo”, esempio di leggerezza pensosa e invenzione melodica che ha fatto scuola in tutto il mondo.

Billie Holiday e il canto dell’anima

Nel cuore del concerto, Amii Stewart si misura con un’eredità monumentale: quella di Billie Holiday. Accompagnata da un quintetto d’eccezione – con Quarta al violino, Cristian Martina alla batteria, Michele Colaci al contrabbasso, Franco Chirivì alla chitarra e Giuseppe Magagnino al pianoforte – rilegge due capolavori immortali: “God Bless the Child” e “Fine and Mellow”. Un omaggio alla voce dell’anima, alle sue ferite, alle sue rinascite.

Seguono altri momenti di pura intensità: “Jeanne y Paul” di Piazzolla, originariamente scritto per Ultimo Tango a Parigi di Bertolucci, poi scartato a favore di Gato Barbieri, ma qui recuperato come una perla ritrovata. E ancora, l’energia solare di “Spain”, capolavoro jazz-rock firmato Chick Corea, ispirato all’Adagio del Concierto de Aranjuez di Rodrigo.

Apoteosi finale tra soul e mito

Il gran finale vedrà Stewart duettare con l’orchestra su “Metti una sera a cena” di Morricone, per poi accendere il teatro con una delle canzoni più iconiche del pop: “Purple Rain” di Prince, inno alla malinconia che si tinge di viola e leggenda.

Ultimo atto con due grandi successi: “Knock on Wood”, che nel 1979 consacrò Amii Stewart come regina della disco internazionale, e il ritorno di Quarta con “Libertango”, autentico rito sonoro tra pulsioni inconsce e danza primordiale.

A chiudere la serata, “Etere”, il quinto elemento della suite The Five Elements, ispirato al pensiero aristotelico, simbolo della quintessenza della musica. Il gran finale con tutti gli artisti sul palco sarà un tributo corale ad Aretha Franklin, con “Everybody Loves”, per celebrare la sovranità del soul e l’universalità della musica.

Una serata che si preannuncia indimenticabile, dove la bellezza dell’arte si fa ponte tra generazioni, culture, emozioni. La Festa della Musica a Salerno parte così: con il cuore, con il talento, con un’esplosione di meraviglia.

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