8 Marzo 2026, domenica
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Denisa e Ana Maria, l’ombra del serial killer: trovata una vertebra nei terreni degli orrori

A Montecatini e Monsummano Terme si scava ancora: la procura teme ci siano altre vittime di Vasile Frumuzache. Ritrovati anche una ciocca di capelli e degli indumenti femminili.

Pistoia – Il bosco delle Panteraie e i terreni intorno alla casa di Vasile Frumuzache, a Monsummano Terme, si stanno rivelando una macabra mappa dell’orrore. Negli ultimi giorni, durante gli scavi condotti dagli inquirenti nell’ambito dell’inchiesta sul 32enne romeno, già reo confesso di due omicidi, è stata ritrovata una vertebra umana, insieme a una ciocca di capelli e a un paio di slip da donna. Elementi che alimentano il sospetto più cupo: non è escluso che ci siano altre vittime.

La procura di Pistoia segue con crescente allarme gli sviluppi del caso, che va ormai oltre la tragica scomparsa di Denisa Maria Adas, 30 anni, e di Ana Maria Andrei, 27. Frumuzache, oggi detenuto nel carcere fiorentino di Sollicciano, potrebbe essere un serial killer. Una definizione che la magistratura non ha ancora formalmente adottato, ma che aleggia nei corridoi delle indagini, mentre si scandagliano le denunce di scomparse, soprattutto nel circuito della prostituzione, tra Prato, Montecatini, e l’hinterland toscano.

Il sospetto di una catena di femminicidi

L’allarme è partito dalla scomparsa di Denisa, escort romena, i cui resti sono stati scoperti dopo la confessione di Frumuzache. Durante il primo interrogatorio, l’uomo aveva fornito indicazioni precise: sarebbe stata uccisa in una stanza di un residence a Prato, decapitata, e il corpo abbandonato. Eppure, proprio in quella stanza non è stata rinvenuta alcuna traccia ematica, nonostante la brutalità del delitto. Un’anomalia che ha subito acceso il sospetto che Frumuzache non abbia agito da solo.

Nel secondo interrogatorio, un’altra rivelazione sconvolgente: Frumuzache ha ammesso anche l’omicidio di Ana Maria Andrei, scomparsa nell’estate del 2024 e di cui si erano perse le tracce a Montecatini. I resti della giovane donna sono stati ritrovati nel bosco delle Panteraie, a poca distanza dalla zona dove ora si concentrano nuove ricerche. Frumuzache, secondo gli inquirenti, custodiva l’auto di Ana Maria nel suo box, a Monsummano Terme, accanto alla casa in cui viveva. In quell’area sono stati scoperti anche quattro coltelli bruciati e la scheda SIM appartenuta ad Ana Maria, che si è inspiegabilmente riattivata proprio la notte del 15 maggio, la stessa in cui Denisa è stata uccisa.

Gli elementi che aggravano il quadro

L’attenzione degli investigatori si è ora spostata su più fronti. Da un lato, si sta scavando nella memoria e nei tabulati: le sparizioni sospette nella zona potrebbero collegarsi a Frumuzache. Dall’altro, si lavora per capire se abbia avuto un complice. Le discrepanze logistiche, la pulizia della scena del crimine, e la gestione dei cadaveri spingono in quella direzione.

Il trasferimento di Frumuzache dal carcere di Prato a quello di Sollicciano non è stato casuale. Il 32enne è stato aggredito da un detenuto, che si è poi scoperto essere il cugino di Ana Maria Andrei. Un episodio che ha messo in luce quanto fragile sia la sua posizione anche all’interno del sistema carcerario. Le autorità hanno ritenuto necessario garantirne l’incolumità per poter continuare a indagare su una vicenda che potrebbe avere risvolti ancora più estesi.

Un’indagine in corsa contro il tempo

Il mosaico investigativo che la procura di Pistoia sta tentando di ricostruire è ancora incompleto, ma i tasselli che emergono lasciano presagire una scia di violenza pianificata, ripetuta, silenziosa. Il profilo di Frumuzache si definisce sempre più nei contorni del predatore seriale: freddo, calcolatore, con una rete di menzogne e una certa dimestichezza nel depistare.

Se le ossa ritrovate nei terreni saranno attribuite a una terza vittima, il caso potrebbe assumere una portata nazionale. Intanto, gli inquirenti setacciano ogni denuncia, ogni nome dimenticato, ogni telefonata senza risposta.

Due donne già strappate alla vita. Un uomo dietro le sbarre, e forse più di una verità ancora sepolta. L’Italia guarda a Montecatini e Monsummano con un’unica domanda: quante sono davvero le vittime di Vasile Frumuzache?

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