3 Luglio 2026, venerdì
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Giorgetti: “Pil 2025 a +0,6%, traguardo possibile”. Ma l’ottimismo del governo suona stonato

Il ministro dell’Economia rilancia previsioni di crescita, ma il contesto resta incerto. E l’esecutivo continua con proclami destinati a scontrarsi con la realtà.

Roma – Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti torna a dipingere scenari positivi per l’economia italiana. Intervenendo alla presentazione del Rapporto sulla politica di bilancio dell’Upb, ha definito la stima di crescita del Pil per il 2025 pari a +0,6% come “realizzabile e forse superabile”.

Una dichiarazione che suona come l’ennesimo atto di fede di un esecutivo abituato a rincorrere slogan e rassicurazioni, più che a fare i conti con dati reali e problemi strutturali. Giorgetti parla di “attenuarsi delle incertezze” e di fiducia nel futuro, ma omette i nodi ancora irrisolti: crescita stagnante, investimenti lenti, inflazione che morde e un debito pubblico fuori controllo.

Ottimismo di maniera

La formula è ormai nota: promettere oggi, dimenticare domani. L’attuale governo ha più volte proclamato ripartenze imminenti e miglioramenti dietro l’angolo, salvo poi correggere il tiro a conti fatti. Anche stavolta, Giorgetti scommette su un’economia che – sulla carta – potrebbe migliorare, ma senza indicare strumenti concreti per realizzare quella crescita.

Il riferimento ai fondi del Pnrr, alla tenuta dei consumi e a una ripresa degli investimenti resta sullo sfondo, mentre il Rapporto dell’Ufficio parlamentare di bilancio mette in guardia proprio dai rischi di un quadro troppo ottimista.

Un déjà vu governativo

Giorgetti sembra vivere in un universo parallelo, dove tutto è sempre “realizzabile” e dove l’Italia non è mai a un passo dalla frenata. Ma la realtà è diversa: occupazione ancora precaria, crescita modesta, industria debole e famiglie alle prese con il caro vita.

In questo scenario, il ministro si affida all’ottimismo come strumento politico, con una narrazione che nasconde le contraddizioni di fondo. E mentre il governo continua a tentare di salvare capre e cavoli, il tempo passa e i problemi restano lì, irrisolti. Come sempre.

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