3 Ottobre 2026, sabato
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Addio a Frederick Forsyth, maestro del thriller internazionale

L’autore de Il giorno dello sciacallo si è spento nella sua casa dopo una breve malattia. Ex pilota della RAF, ha rivoluzionato il romanzo di spionaggio vendendo oltre 75 milioni di copie

È morto all’età di 86 anni Frederick Forsyth, uno dei più celebri autori di thriller politici e di spionaggio del secondo Novecento. Lo scrittore britannico si è spento nella sua casa dopo una breve malattia, come ha annunciato il suo agente. Con lui se ne va un narratore capace di intrecciare finzione e realtà con uno stile inconfondibile, capace di conquistare milioni di lettori nel mondo e influenzare intere generazioni di scrittori.

Il suo nome è indissolubilmente legato a Il giorno dello sciacallo, romanzo pubblicato nel 1971 che racconta il tentativo di assassinio del presidente francese Charles de Gaulle da parte di un killer solitario al soldo dell’OAS, un’organizzazione paramilitare contraria all’indipendenza dell’Algeria. Il libro, che divenne subito un caso editoriale e fu trasposto con successo al cinema da Fred Zinnemann nel 1973, segnò una svolta nel genere: per l’accuratezza documentaria, la tensione costante e la verosimiglianza quasi giornalistica, Forsyth si guadagnò un posto d’onore tra i grandi della letteratura di suspense.

Prima di diventare scrittore, Forsyth aveva avuto una vita altrettanto avventurosa. Nato nel 1938 ad Ashford, nel Kent, fu il più giovane pilota della Royal Air Force, dove prestò servizio prima di intraprendere la carriera giornalistica come corrispondente per l’agenzia Reuters e successivamente per la BBC. Fu inviato in vari scenari di crisi internazionale, tra cui la guerra civile nigeriana, esperienza che ispirò il suo primo romanzo, Il dossier Odessa, pubblicato nel 1972.

Nel corso della sua lunga carriera, Forsyth ha firmato oltre venticinque libri, tra romanzi e raccolte di racconti, tra cui spiccano titoli come Il pugno di Dio, L’afghano, La lista degli assassini e I diavoli di Spartivento. Le sue opere hanno venduto più di 75 milioni di copie in tutto il mondo, tradotte in decine di lingue, contribuendo a definire gli standard della narrativa di spionaggio contemporanea.

Amante della precisione e del dettaglio tecnico, Forsyth era noto per le sue meticolose ricerche che precedevano ogni libro, spesso svolte in prima persona e con l’aiuto di fonti riservate. Non a caso, più volte è stato ipotizzato un suo coinvolgimento con i servizi segreti britannici, ipotesi che lo scrittore non ha mai confermato né smentito apertamente, alimentando così il fascino attorno alla sua figura.

Negli ultimi anni si era progressivamente ritirato dalla scena pubblica, pur continuando a scrivere e commentare i temi dell’attualità internazionale. Nel 2015 aveva pubblicato un’autobiografia, The Outsider: My Life in Intrigue, in cui ripercorreva una vita segnata dal rischio, dalla curiosità intellettuale e da una passione incrollabile per la verità dietro le apparenze.

Con la scomparsa di Frederick Forsyth il mondo perde non solo un autore di enorme talento, ma anche un testimone lucido e appassionato delle tensioni geopolitiche del nostro tempo. I suoi libri restano, a ricordarci che la realtà – se raccontata con arte – può essere più avvincente di qualsiasi invenzione.

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