5 Luglio 2026, domenica
HomeItaliaPoliticaRoma per Gaza, una piazza per la pace

Roma per Gaza, una piazza per la pace

Oggi corteo nazionale promosso da AVS, M5S e PD. In piazza Vittorio testimonianze da Israele, Palestina e società civile. Schlein, Conte e Fratoianni tra i leader attesi.

Un segnale forte per la pace dal cuore di Roma: sabato la mobilitazione nazionale per Gaza

Un appello civile e politico per la fine delle ostilità in Medio Oriente partirà sabato da Roma, dove è atteso un grande corteo nazionale promosso congiuntamente da Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. L’appuntamento è alle ore 14 in piazza Vittorio Emanuele II: da lì si snoderà una manifestazione che attraverserà via Emanuele Filiberto per concludersi a piazza San Giovanni in Laterano.

L’iniziativa mira a chiedere un cessate il fuoco immediato e permanente nella Striscia di Gaza, la fine dell’assedio umanitario e una soluzione politica giusta e condivisa per il popolo palestinese e per la sicurezza di tutti i civili coinvolti. A scandire il ritmo della giornata saranno le voci di chi quel conflitto lo vive sulla propria pelle, accanto a testimonianze di impegno civile e appelli politici netti.

Un palco di voci internazionali e italiane

L’apertura della manifestazione sarà affidata alla musica del trombettista Paolo Fresu, con un omaggio sonoro che darà il tono alla giornata. A seguire, si alterneranno contributi video e interventi dal vivo: tra i più attesi, quello del giornalista palestinese Abubaker Abed, della storica Anna Foa e del medico Feroze Sidhwa, testimone diretto delle condizioni sanitarie a Gaza dopo aver operato sul campo ed essersi rivolto alle Nazioni Unite.

Sarà poi la volta di Iddo Elam, giovane attivista israeliano e obiettore di coscienza, impegnato nelle proteste contro il governo di Benjamin Netanyahu. Con lui, sul palco anche Rula Jebreal, giornalista e scrittrice di fama internazionale, da anni voce critica e profonda conoscitrice del conflitto israelo-palestinese.

A portare ulteriori contributi saranno figure come Gad Lerner, lo storico giornalista da sempre attento alle dinamiche del Medio Oriente; Emiliano Manfredonia, presidente delle ACLI; Walter Massa, portavoce nazionale di Arci; Luisa Morgantini, già vicepresidente del Parlamento Europeo e oggi attiva in Assopace Palestina; Atef Abu Saif, ex ministro della Cultura palestinese; Silvia Stilli, presidente dell’Associazione Ong Italiane (AOI).

I promotori in piazza: Schlein, Conte, Bonelli, Fratoianni

A sostenere la manifestazione con la propria presenza politica ci saranno i vertici delle forze promotrici: Elly Schlein per il Partito Democratico, Giuseppe Conte per il Movimento 5 Stelle, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni per l’Alleanza Verdi e Sinistra. L’iniziativa sarà trasmessa in diretta sui canali social dei partiti, per permettere la partecipazione anche a distanza.

Una presenza che vuole segnare un posizionamento politico chiaro, in un contesto internazionale segnato da ambiguità e reticenze. È questo il messaggio che ha voluto rilanciare anche Chiara Appendino, vicepresidente del M5S, che intervenendo a Sky Agenda ha dichiarato:

“La piazza di oggi è importante perché sono mesi che assistiamo a un genocidio: 60.000 morti, ospedali distrutti, la fame usata come arma. Serve una risposta. Io c’ero in aula quando Tajani parlava di Gaza e rideva; ho visto Salvini stringere la mano a Netanyahu. Il nostro governo continua a commerciare armi con Israele. Noi chiediamo un embargo, una posizione chiara, netta. Non c’è più spazio per ambiguità.”

Appendino ha inoltre criticato il mancato sostegno alla mozione del M5S da parte di Italia Viva e Azione, accusandoli di non voler assumere una posizione di condanna esplicita verso il governo israeliano.

La piazza come spazio di resistenza civile

In un momento in cui il conflitto in Medio Oriente continua a produrre vittime, sfollamenti e tensioni geopolitiche crescenti, la manifestazione di Roma si presenta come un appello alla diplomazia dal basso, alla mobilitazione popolare e al rispetto del diritto internazionale.

La piazza torna così a essere luogo di dialogo, testimonianza e responsabilità collettiva. Un luogo dove parole come “giustizia”, “pace” e “diritti” tornano a riempirsi di significato, tra chi crede che anche da qui – da un sabato pomeriggio romano – possa partire un segnale forte verso un futuro di coesistenza e dignità per tutti i popoli coinvolti.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti