Beirut sotto attacco: raid israeliani nella periferia meridionale, nel mirino l’unità aerea di Hezbollah
La tensione fra Israele e Hezbollah compie un ulteriore salto di qualità. Almeno tre attacchi aerei israeliani hanno colpito la periferia sud di Beirut, roccaforte del movimento sciita libanese, prendendo di mira infrastrutture militari riconducibili alla cosiddetta “Unità 127”, il comparto aereo del gruppo armato filo-iraniano.
Le esplosioni sono avvenute nel primo pomeriggio, sollevando dense colonne di fumo visibili a chilometri di distanza, come mostrano le immagini in diretta trasmesse da AFPTV. I raid, secondo quanto confermato dall’esercito israeliano, rientrano in un’operazione mirata contro “obiettivi terroristici” legati alla componente aerea di Hezbollah, considerata una minaccia crescente per la sicurezza del nord di Israele.
A ufficializzare l’azione è stato il colonnello Avichay Adraee, portavoce delle Forze di Difesa israeliane (IDF) per il mondo arabo, che in un messaggio diffuso sulla piattaforma X (ex Twitter) ha parlato di “attacchi in corso” contro postazioni operative di Hezbollah a Beirut Sud, senza però fornire ulteriori dettagli sull’esito delle incursioni o sulla presenza di vittime.
Parallelamente, Adraee ha invitato i civili libanesi a evacuare con urgenza il villaggio di Ain Qana, nel sud del Libano, teatro, secondo le forze israeliane, di “imminenti operazioni militari” contro depositi e centri logistici riconducibili al movimento sciita.
Il raid su Beirut rappresenta un’evidente escalation nel conflitto a bassa intensità che da mesi coinvolge Israele e Hezbollah lungo la linea di demarcazione israelo-libanese. Se confermata la portata dell’attacco, si tratterebbe di uno dei colpi più diretti e simbolici contro la capitale libanese dall’inizio delle ostilità, con il rischio di una rapida degenerazione del confronto armato.
Il governo libanese, al momento, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma fonti della sicurezza locale parlano di “grande preoccupazione” per un possibile allargamento del conflitto, che finora si era limitato a colpire il sud del Paese.
L’offensiva arriva in un contesto di crescente instabilità regionale, alimentato anche dal protrarsi della guerra a Gaza e dall’intensificarsi delle schermaglie tra Israele e le milizie filo-iraniane attive in Siria, Iraq e Yemen. In questo scenario, il Libano rischia di trasformarsi nuovamente in un campo di battaglia.
Le prossime ore saranno decisive per capire se si tratta di un’azione isolata o dell’inizio di una nuova fase del conflitto. Intanto, la popolazione civile resta in bilico, stretta fra le minacce incrociate della geopolitica e la realtà sempre più tangibile della guerra.
