5 Ottobre 2026, lunedì
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Scuola, Valditara annuncia: “Stop ai cellulari alle superiori dal prossimo anno”

Il ministro dell’Istruzione rilancia la stretta digitale: vietati smartphone in aula e social sotto i 15 anni. In arrivo una proposta di legge bipartisan.

ROMA – Una scuola sempre più libera dalle distrazioni digitali: è questa la direzione tracciata dal ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, che annuncia una novità destinata a far discutere. “Dal prossimo anno scolastico puntiamo a vietare l’uso dei cellulari anche nelle scuole superiori”, ha dichiarato il ministro, confermando un orientamento già espresso nei mesi scorsi e che ora si traduce in un piano concreto per estendere il divieto già in vigore in molti istituti.

L’annuncio arriva nel quadro di un progetto più ampio volto a rafforzare il ruolo educativo della scuola e contrastare le dipendenze digitali sempre più diffuse tra gli adolescenti. “La scuola – ha sottolineato Valditara – deve essere un luogo di studio, concentrazione e relazione vera, non il prolungamento di una realtà virtuale sempre più invadente”.

Una legge bipartisan contro i social sotto i 15 anni

Parallelamente al piano sui cellulari, il ministro ha ribadito con forza la necessità di vietare l’accesso ai social network ai minori di 15 anni, sostenendo la proposta di legge attualmente all’esame del Parlamento, frutto di una convergenza bipartisan che vede coinvolti esponenti sia della maggioranza che dell’opposizione.

“Confido – ha detto Valditara – in un’approvazione rapida. È una questione educativa, ma anche culturale e civile. Proteggere i più giovani dall’uso precoce e incontrollato dei social significa tutelarne la crescita, la salute mentale e la capacità di instaurare relazioni autentiche”.

Il precedente: la direttiva contro i cellulari in classe

Già nel 2023, il Ministero dell’Istruzione aveva emanato una circolare che vietava l’uso degli smartphone durante le lezioni, estesa dalle scuole primarie fino alla secondaria di primo grado. Ora l’obiettivo è coinvolgere anche le scuole superiori, dove l’uso dei dispositivi mobili è spesso tollerato o regolato in modo autonomo dai singoli istituti.

La misura – secondo Valditara – non è punitiva, ma educativa: “Il cellulare può essere uno strumento utile, ma in classe deve essere l’insegnante a decidere se e quando utilizzarlo. Vogliamo evitare che lo smartphone diventi un ostacolo all’apprendimento, alla partecipazione e alla crescita sociale dei ragazzi”.

La risposta del mondo della scuola

Il piano del ministro ha già iniziato a generare reazioni nel mondo scolastico. Alcuni dirigenti scolastici si dicono favorevoli, sottolineando l’impatto positivo che un ambiente scolastico privo di distrazioni digitali può avere sull’attenzione e sul rendimento degli studenti. Altri chiedono un confronto più approfondito, soprattutto per valutare l’uso educativo e guidato delle tecnologie in classe.

Anche tra i genitori le opinioni sono divise: se da un lato c’è chi apprezza il ritorno a una scuola “offline”, dall’altro c’è chi teme che un divieto rigido possa risultare anacronistico o difficile da applicare concretamente.

Il nodo dell’applicazione e il ruolo educativo degli adulti

Uno dei punti critici sarà l’effettiva applicabilità del divieto: chi vigilerà? Quali sanzioni sono previste? E soprattutto: come accompagnare i giovani in un uso consapevole delle tecnologie?

Su questo, il ministro ha chiarito che il provvedimento non vuole sostituirsi al ruolo educativo di famiglie e docenti, ma piuttosto offrire un quadro normativo chiaro e strumenti per affiancare i ragazzi in un percorso di crescita responsabile.

Verso una nuova alfabetizzazione digitale

Il dibattito, dunque, non riguarda solo un divieto, ma una visione della scuola come spazio protetto, formativo e umano, dove la tecnologia non venga demonizzata, ma usata con giudizio. Un equilibrio difficile, ma necessario, in una società sempre più connessa.

Nel frattempo, l’Italia si prepara a diventare uno dei primi Paesi europei a legiferare in modo organico sull’accesso dei minori ai social e sull’uso degli smartphone in classe. Un passo che potrebbe segnare l’inizio di una nuova stagione educativa, all’insegna del benessere e dell’autenticità.

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