5 Aprile 2026, domenica
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Polonia, svolta sovranista: Karol Nawrocki eletto presidente con un’affluenza record

Ballottaggio al cardiopalma tra due visioni opposte del Paese. Il sovranista vince con il 50,89% e rilancia la linea dura contro Bruxelles. Orban esulta: “Fantastico”

Varsavia – La Polonia ha scelto. E lo ha fatto in massa, con un’affluenza record del 71,63%, la più alta per un’elezione presidenziale nella storia democratica del Paese. A spuntarla nel testa a testa più serrato degli ultimi anni è stato il sovranista Karol Nawrocki, 42 anni, sostenuto dal partito Diritto e Giustizia (PiS), che ha conquistato la presidenza con il 50,89% dei voti (10.606.628 preferenze). Battuto, seppur di misura, il filoeuropeista Rafal Trzaskowski, sindaco di Varsavia e volto di Piattaforma Civica, il partito guidato da Donald Tusk, fermo al 49,11% (10.237.177 voti).

Il risultato, ufficializzato dalla Commissione elettorale nazionale dopo lo spoglio completo, segna una svolta netta per la direzione politica del Paese e rilancia il fronte conservatore nell’Europa dell’Est.

Due Polonie a confronto

Lo scontro tra Nawrocki e Trzaskowski è stato anche e soprattutto uno scontro tra due idee inconciliabili di Paese. Da una parte l’identità, la sovranità nazionale, la tutela dei “valori tradizionali”; dall’altra un progetto europeista, liberale, aperto alle istanze dei giovani e delle grandi città. Fino a poche settimane fa, Trzaskowski sembrava favorito. Ma la rimonta del suo avversario è stata costante, sostenuta da una retorica identitaria che ha fatto breccia in ampie fasce dell’elettorato.

Chi è Karol Nawrocki

Ex direttore dell’Istituto della Memoria Nazionale, Nawrocki è uno storico di formazione, noto per le sue posizioni critiche verso l’Unione Europea e per il suo approccio rigido su immigrazione e diritti civili. La sua campagna ha puntato tutto sullo slogan “prima i polacchi”, promettendo misure restrittive sull’accoglienza dei rifugiati — in particolare ucraini — e una linea di continuità con il presidente uscente Andrzej Duda. Tra i suoi obiettivi dichiarati: resistere alle pressioni di Bruxelles su aborto, giustizia e stato di diritto.

Il messaggio è stato chiaro fin dalla notte elettorale: “Stanotte vinceremo e salveremo la Polonia”, ha dichiarato Nawrocki ai sostenitori. Poi, con la vittoria in mano, l’affondo al governo liberale di Tusk: “Non permetteremo che le istituzioni siano monopolizzate da una sola visione politica”.

Trzaskowski: “Sarò il presidente che unisce” — ma non basta

Poco dopo la chiusura dei seggi, anche Rafal Trzaskowski si era mostrato ottimista: “Abbiamo vinto”, aveva detto sulla base dei primi exit poll. “Sarò il presidente che unisce i polacchi”. Ma alla fine, i numeri hanno raccontato un’altra storia. Il sindaco di Varsavia ha comunque ottenuto un consenso vasto, in particolare nei centri urbani e tra i giovani, dimostrando che la Polonia è oggi spaccata tra due visioni radicalmente diverse.

Orban applaude: “Una vittoria fantastica”

Il primo a congratularsi con Nawrocki è stato Viktor Orban, premier ungherese e alleato ideologico: “Una vittoria fantastica per la nostra visione d’Europa”, ha dichiarato, rilanciando il fronte dei paesi Visegrád in chiave sovranista.

Una Polonia mobilitata

L’affluenza ha superato ogni aspettativa: il 71,63% degli aventi diritto si è recato alle urne, confermando un trend di crescente partecipazione. Solo le legislative del 2023 avevano registrato un dato superiore (74,38%). Il voto ha polarizzato il Paese, ma ha anche riacceso l’interesse politico in ampi strati della popolazione.

E adesso?

Con l’elezione di Nawrocki, la Polonia si prepara a un confronto serrato con l’Unione Europea su diritti civili, Stato di diritto e immigrazione. La presidenza torna a rafforzare la linea dura del PiS, aprendo un nuovo capitolo di tensioni politiche interne ed esterne.

Il Paese è spaccato, ma deciso: e la direzione, almeno per ora, è quella del nazionalismo conservatore.

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