Il mondo si sta muovendo su una rotta economica ad alto rischio, e la spinta verso nuovi dazi doganali potrebbe costare cara: fino a un punto percentuale di crescita del Pil mondiale nell’arco di due anni. È l’allarme lanciato con chiarezza dal Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, durante la presentazione della Relazione annuale 2024. Un discorso denso di implicazioni geopolitiche e segnali d’allerta per l’Europa e il sistema multilaterale, sempre più scossi da tensioni commerciali e logiche di potere.
“La corsa ai dazi sta già mettendo a rischio il 5% del commercio globale – ha affermato Panetta – e trascina l’economia globale su una traiettoria pericolosa”. Un panorama di incertezza diffusa, dove le dispute non si limitano a settori marginali ma investono lo scambio di beni, pur in presenza di ampi surplus americani, soprattutto nei servizi digitali, anche nei confronti dell’Unione europea.
Il logoramento della globalizzazione
Ma per Panetta non si tratta di scosse passeggere. Le tensioni commerciali in corso “non sono un malessere temporaneo”, bensì il segno evidente di un “logoramento dei rapporti politici ed economici internazionali”. Dopo aver contribuito per decenni alla crescita e all’uscita dalla povertà di oltre due miliardi di persone, la globalizzazione appare oggi disillusa, frammentata, e spesso ostaggio di strategie unilaterali.
Un nuovo ordine multipolare
Nel suo intervento, il Governatore ha delineato uno scenario globale segnato dalla crisi del sistema multilaterale: un modello imperfetto ma costruito su regole condivise e mediazione. “Quel sistema è in crisi – ha ammonito – e al suo posto si sta affermando un ordine multipolare, dove pesano sempre più i rapporti di forza”. Una deriva che investe anche alleanze storiche come quella tra Stati Uniti ed Europa, con fratture crescenti che, secondo Panetta, non devono però farci dimenticare i legami culturali e l’interdipendenza economica: “Questi elementi – ha detto – dovranno alla fine prevalere sugli attriti del presente”.
Europa, è il momento di agire
L’Europa, in questo contesto, ha il dovere di non restare immobile. “L’Unione europea – ha ricordato Panetta – è ancora oggi un baluardo dello Stato di diritto, della convivenza democratica e dell’apertura agli scambi”. Tuttavia, non può accontentarsi di questa eredità. “Deve superare i particolarismi nazionali e tradurre la sua forza economica in un vero peso politico”, valorizzando fino in fondo il proprio patrimonio di cultura e valori.
Navigare nell’incertezza senza smarrire i valori
In conclusione, Panetta ha esortato ad affrontare le sfide attuali con lucidità ma anche con fermezza: “Dobbiamo prepararci a navigare in queste acque incerte senza rinunciare ai nostri valori, né restare indietro”. Un invito a tutti gli attori istituzionali, economici e politici a non perdere la bussola in un mondo che cambia, ma a reagire con coesione e visione strategica.
Un messaggio forte e chiaro da Palazzo Koch, che non solo fotografa la fragilità dell’attuale equilibrio globale, ma pone la questione dell’Europa come attore non più rinviabile nel nuovo disordine mondiale.
