Era una bambina. Ma aveva già scelto da che parte stare. Tra le macerie di Gaza, Yaqeen Hammad portava sorrisi, datteri, giochi e parole gentili. Non portava armi. Aveva solo 11 anni e una voce sottile che sapeva farsi sentire anche nel frastuono della guerra. Ora quella voce è stata spenta da un raid aereo a Deir el-Balah. E con lei, è morta un’altra possibilità di credere in un futuro senza odio.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha espresso “sgomento, indignazione e profonda tristezza” per l’uccisione della più giovane attivista-influencer della Striscia di Gaza. Nei suoi video – diventati virali – distribuiva aiuti con il fratello Mohamed, cucinava sotto le bombe, formava cuori con le mani e consolava bambini come lei, traumatizzati dal conflitto. Yaqeen era diventata un volto globale della resistenza civile, dell’infanzia violata, della dignità umana calpestata ma non piegata.
Una campagna nazionale per far battere ancora il suo cuore
In sua memoria, il CNDDU ha lanciato la campagna educativa “Il cuore di Yaqeen – Educare alla Pace Digitale”, rivolta a scuole, studenti e insegnanti, con l’obiettivo di trasformare il dolore in coscienza, e la memoria in impegno. Una risposta civile, simbolica ma concreta, che parte dai luoghi dell’istruzione per arrivare nel cuore delle nuove generazioni.
Gli studenti saranno invitati a realizzare brevi video e contenuti creativi sui social – Instagram, TikTok, YouTube Shorts – raccontando chi era Yaqeen, cosa rappresenta, cosa avrebbero voluto dirle. I materiali saranno condivisi con l’hashtag #IlCuoreDiYaqeen, in un’onda digitale di consapevolezza ed empatia.
Le scuole potranno inoltre organizzare laboratori con l’uso di intelligenza artificiale generativa (ChatGPT, Canva AI, Bing Image Creator), creando lettere, poesie, manifesti o video che immaginano la vita di Yaqeen se la guerra non l’avesse cancellata. Un kit didattico digitale, fornito dal Coordinamento, aiuterà i docenti a guidare il percorso educativo.
Un archivio vivo della memoria: app, murales in realtà aumentata e podcast
Tra gli strumenti previsti dalla campagna ci sarà anche una web-app dedicata a Yaqeen, pensata come archivio digitale dei contenuti creati dagli studenti, ma anche come luogo d’incontro e testimonianza attiva tra le scuole italiane impegnate sui temi della pace, dei diritti e della memoria.
Attraverso la realtà aumentata, alcuni murales scolastici o spazi pubblici potranno essere trasformati in opere interattive, accessibili con smartphone e tablet, in grado di raccontare storie di resistenza, gentilezza e coraggio civile. Il tutto con un linguaggio accessibile, diretto, vicino ai ragazzi e alle loro forme espressive.
Infine, la campagna prevede la realizzazione di una serie di podcast scolastici, intitolati “La voce di Yaqeen”, disponibili su Spotify e Spreaker. Gli episodi, scritti e registrati dagli studenti, affronteranno i temi dell’attivismo giovanile, dell’uso responsabile dei social, del valore della memoria e della costruzione della pace attraverso le parole.
Non è solo un’iniziativa didattica. È un atto politico e umano
Nel cuore del progetto c’è una convinzione profonda: nessuna ragione politica o militare può giustificare la morte di un bambino, e ogni bambino, in ogni parte del mondo, ha diritto a essere solo questo: un bambino. La storia di Yaqeen – piccola e grandissima – ci obbliga a non voltare lo sguardo.
“Yaqeen è stata un faro nel buio. Ora tocca a noi raccogliere la sua luce e farla camminare ancora”, scrivono i docenti del CNDDU. In classe, nei social, tra le righe di un tema o nel suono di una canzone. Un cuore non si spegne, se qualcuno continua a farlo battere.
