6 Ottobre 2026, martedì
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Trump attacca Harvard: “Pronta una sforbiciata da 3 miliardi, soldi alle scuole professionali”

Il tycoon torna a minacciare l’università simbolo dell’élite americana, accusandola di antisemitismo. “Meglio investire in istituti tecnici: l’America ne ha bisogno”, scrive su Truth.

WASHINGTON — Donald Trump riaccende lo scontro con Harvard. In un nuovo messaggio pubblicato sulla sua piattaforma Truth Social, l’ex presidente degli Stati Uniti ha annunciato l’intenzione di revocare fino a tre miliardi di dollari in finanziamenti federali all’università più prestigiosa (e più bersagliata) d’America, accusandola stavolta di “profondo antisemitismo” e proponendo di dirottare quei fondi verso le scuole professionali e tecniche del Paese.

“Sto valutando l’idea di togliere tre miliardi di dollari a una Harvard fortemente antisemita — ha scritto Trump — e di destinarli alle scuole professionali di tutta la nazione. Sarebbe un investimento eccellente per l’America, e di cui c’è urgentemente bisogno”.

Un attacco che affonda nei nervi scoperti del Paese

Quella contro Harvard non è una polemica isolata, ma l’ennesimo capitolo in una guerra culturale che Trump ha trasformato in bandiera politica: quella contro le “élites liberal” accusate di aver perso contatto con i valori americani. L’università di Cambridge, Massachusetts, è da tempo uno dei simboli di questo scontro, finita più volte nel mirino dell’ex presidente per la gestione delle proteste studentesche filo-palestinesi, per il linguaggio “politicamente corretto” dei suoi docenti e, più di recente, per il modo in cui ha affrontato il tema dell’antisemitismo nei campus dopo il 7 ottobre.

La nuova uscita di Trump arriva in un momento in cui l’istruzione superiore americana è al centro di tensioni crescenti. Le università, da sempre roccaforti progressiste, sono accusate da una parte dell’opinione pubblica di essere diventate “ideologicamente intolleranti”, mentre dall’altra sono sotto pressione per garantire spazi di espressione sicura a tutte le comunità, in particolare quella ebraica.

La promessa elettorale: meno Harvard, più scuole tecniche

Dietro il messaggio di Trump c’è anche una strategia politica precisa: rilanciare il valore dell’istruzione professionale come alternativa concreta al modello accademico tradizionale, visto da molti elettori repubblicani come elitario e scollegato dal mondo reale. “Le scuole tecniche formano i lavoratori che fanno girare l’economia americana, non i burocrati dei campus”, ha detto più volte nei suoi comizi.

Con questa uscita, Trump non solo riafferma la sua visione, ma punta anche a rafforzare il legame con il suo elettorato di riferimento: quella classe media operosa, spesso priva di laurea, che vede con diffidenza le istituzioni accademiche e si identifica invece nel lavoro pratico, nei mestieri e nelle industrie tradizionali.

Harvard non replica, ma resta nel mirino

L’università non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in risposta alle parole dell’ex presidente. Ma è evidente che il clima si sta facendo sempre più teso, soprattutto in vista delle elezioni del 2024. Dopo le polemiche che hanno portato alle dimissioni dell’ex rettrice Claudine Gay, Harvard cerca di ricompattare la propria comunità accademica, ma resta sotto osservazione per il modo in cui affronta temi come l’antisemitismo, la libertà d’espressione e le politiche di inclusione.

Un messaggio chiaro all’establishment

La mossa di Trump è tanto simbolica quanto concreta. Non è chiaro se — e in che modo — l’ex presidente, qualora rieletto, potrebbe davvero incidere su fondi federali destinati a un’università privata. Ma il messaggio politico è inequivocabile: tagliare i legami con l’élite, premiare la formazione tecnica, rimettere al centro “l’America che lavora”.

Una promessa semplice e di forte impatto, che parla più alla pancia del Paese che ai bilanci di Harvard. E che, nel contesto di una campagna elettorale polarizzata, suona come un avvertimento a tutto il mondo accademico americano: il tempo dell’intoccabilità potrebbe essere finito.

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