ROMA — Le elezioni amministrative del 25 e 26 maggio consegnano un risultato netto in alcune città chiave, mentre in altre si profila il ritorno alle urne per decidere i sindaci nei ballottaggi di metà giugno. A Genova, la sfida più attesa, trionfa Silvia Salis, candidata del campo progressista sostenuto da centrosinistra e Movimento 5 Stelle, che supera ampiamente la soglia del 50% e diventa la nuova prima cittadina del capoluogo ligure.
A confermare la tendenza è stata anche la telefonata di Pietro Piciocchi, esponente del centrodestra e vicesindaco uscente, che ha riconosciuto la sconfitta e fatto personalmente i complimenti alla neosindaca: «Una vittoria con numeri importanti. Buon lavoro», ha dichiarato. Segnale di una competizione dura ma rispettosa.
Anche Ravenna si conferma saldamente nelle mani del centrosinistra, dove Alessandro Barattoni vince al primo turno con un distacco abissale. In bilico, invece, gli equilibri a Matera e Taranto, dove nessuno dei candidati ha ottenuto la maggioranza assoluta: si torna quindi al voto per il secondo turno.
Genova: vittoria netta per Salis
A spoglio ancora in corso ma con oltre la metà delle sezioni scrutinate, Silvia Salis si attesta attorno al 52,75%, staccando di quasi dieci punti Pietro Piciocchi, fermo al 42,96%. Gli altri candidati si sono divisi il restante 4% circa: Mattia Crucioli di Uniti per la Costituzione ottiene l’1,43%, Antonella Marras di Sinistra Alternativa l’1,28%. Salis raccoglie oltre 59.800 preferenze, segno di una mobilitazione efficace del fronte progressista unito.
La sua elezione rappresenta un cambio di passo importante per la città, storicamente oscillante ma negli ultimi anni governata dal centrodestra. Salis, ex vicepresidente vicaria del CONI e simbolo di un centrosinistra rinnovato, sarà la seconda donna sindaco nella storia di Genova.
Ravenna: Barattoni sfonda il 57%
Nel capoluogo romagnolo, Alessandro Barattoni conferma il dominio del centrosinistra, vincendo al primo turno con il 57,7% delle preferenze, secondo la terza proiezione di Opinio Italia per la Rai. Staccatissimo Nicola Grandi (centrodestra), che si ferma al 25,1%. Seguono Alvaro Ancisi della Lega con il 7,2% e Veronica Verlicchi, candidata civica, con il 4%.
Matera: sfida aperta tra Cifarelli e Nicoletti
Si profila un ballottaggio serrato nella città dei Sassi. Il candidato riformista Roberto Cifarelli è in vantaggio con un consenso tra il 40,4 e il 44,5%, secondo le proiezioni, ma non abbastanza per evitare il secondo turno. Lo tallona Antonio Nicoletti del centrodestra, in crescita tra il 35,5 e il 39,5%. Terzo, ma distaccato, Domenico Bennardi del Movimento 5 Stelle, accreditato tra il 7,5 e il 9,5%. Chiude Vincenzo Santochirico di Progetto Comune (6,5–8,5%).
Taranto: tre poli e ballottaggio inevitabile
Anche nella città pugliese si va al ballottaggio, in un contesto più frammentato. Il candidato del centrosinistra Pietro Bitetti è in testa con una forchetta tra 37 e 41%, seguito da Luca Lazzaro, esponente del centrodestra (20–24%), e dal civico Francesco Tacente (19–23%), sostenuto dalla Lega pur senza simbolo ufficiale. Più distanziata Annagrazia Angolano, accreditata tra il 9 e il 13%.
Affluenza stabile, Umbria la più votante
L’affluenza complessiva si è attestata al 56,29%, in lieve calo rispetto al 56,32% della precedente tornata elettorale. L’Umbria guida la classifica della partecipazione con il 64,3%, mentre in fondo si colloca l’Emilia-Romagna, ferma al 50,25%.
Le urne confermano una solida tenuta del centrosinistra nelle città storicamente favorevoli, come Ravenna, ma soprattutto segnano una svolta significativa a Genova, dove la coalizione progressista torna alla guida del Comune con una figura nuova e fortemente simbolica. Restano invece da decifrare gli esiti in due città del Sud, Matera e Taranto, dove le dinamiche locali e la frammentazione renderanno decisiva la prossima chiamata al voto.
