26 Luglio 2026, domenica
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Neonati sepolti a Traversetolo: Chiara Petrolini sarà processata per omicidio premeditato

La giovane 22enne comparirà davanti alla Corte d’Assise di Parma per la morte dei due figli neonati. Prima udienza fissata al 30 giugno. Le gravidanze vissute nel silenzio, poi l’accusa: "Li ha uccisi e sepolti nel giardino di casa".

Andrà a processo per omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere Chiara Petrolini, la 22enne di Traversetolo (Parma) accusata di aver ucciso con premeditazione i suoi due figli neonati e di averne seppellito i corpi nel giardino della casa in cui viveva con la famiglia. La prima udienza davanti alla Corte d’Assise di Parma è stata fissata per il prossimo 30 giugno alle ore 9:30.

La decisione è arrivata al termine dell’udienza preliminare tenutasi a porte chiuse, dove la giudice per l’udienza preliminare Gabriella Orsi ha disposto il rinvio a giudizio per tutti i reati contestati. In aula erano presenti l’imputata e Samuel Granelli, l’ex compagno della giovane e padre biologico di entrambi i bambini, che si è costituito parte civile.

I nomi dei piccoli e l’accusa di un duplice silenzio
I due neonati, che gli inquirenti hanno voluto simbolicamente nominare Angelo Federico e Domenico Matteo, sarebbero nati in due momenti diversi, il 12 maggio 2023 e il 7 agosto 2024. Entrambe le gravidanze, secondo quanto ricostruito dalla Procura di Parma, sarebbero state vissute in assoluto riserbo, senza che familiari, amici o il padre stesso ne fossero a conoscenza.

Secondo l’accusa, Chiara Petrolini avrebbe agito da sola, scegliendo deliberatamente di tenere nascoste le gravidanze e pianificando in anticipo l’eliminazione dei neonati subito dopo il parto. I loro corpi sono stati poi ritrovati nel giardino dell’abitazione, sepolti a poca profondità, grazie a una segnalazione che ha innescato le indagini coordinate dai carabinieri e dalla procura.

Un dramma che scuote la provincia e solleva interrogativi sociali
Il caso ha sconvolto l’intera comunità di Traversetolo e aperto interrogativi più ampi sul disagio giovanile, l’isolamento psicologico e il fallimento di ogni rete di protezione che avrebbe potuto intercettare il disagio della giovane madre. Nessuna visita medica, nessuna segnalazione, nessun sospetto: per due volte, una vita è venuta al mondo nel silenzio ed è finita nel silenzio più tragico.

Secondo il legale di Chiara Petrolini, la difesa punterà a dimostrare l’incapacità di intendere e volere al momento dei fatti, chiedendo una perizia psichiatrica che potrebbe avere un ruolo centrale nel processo.

Il processo e il peso della verità giudiziaria
La Corte d’Assise sarà chiamata a esaminare un impianto accusatorio che la procura ritiene “coerente e supportato da evidenze materiali e testimoniali”. Sarà un processo complesso e doloroso, che non solo dovrà stabilire la responsabilità penale dell’imputata, ma che inevitabilmente riaprirà le ferite di una vicenda in cui la tragedia si è consumata tra le mura domestiche, lontano da ogni sguardo e da ogni aiuto.

Nel frattempo, la comunità e l’opinione pubblica si interrogano: com’è possibile che due nascite, e due morti, siano potute accadere senza che nessuno se ne accorgesse? Il 30 giugno inizierà il cammino della giustizia, ma le risposte umane restano le più difficili da trovare.

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