27 Luglio 2026, lunedì
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Israele, il ministro Chikli accusa: “Macron, Starmer e Carney complici morali del terrorismo”

Duro attacco del ministro israeliano Amichai Chikli sui social: i leader occidentali avrebbero alimentato l’odio contro Israele con posizioni ambigue sul conflitto. È polemica diplomatica.

TEL AVIV – Le parole incendiarie del ministro israeliano per la Diaspora, Amichai Chikli, rischiano di aprire un nuovo fronte di tensione tra Israele e alcune delle principali capitali occidentali. In un post pubblicato sulla piattaforma X (ex Twitter), Chikli ha lanciato un’accusa senza precedenti nei confronti di tre leader internazionali: il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico Keir Starmer e l’ex governatore della Banca d’Inghilterra, oggi considerato tra i candidati alla guida del governo canadese, Mark Carney.

Secondo il ministro israeliano, i tre esponenti avrebbero “incoraggiato, in modi diversi, le forze del terrore” non ponendo “linee rosse morali” nelle loro dichiarazioni e politiche riguardanti il conflitto israelo-palestinese. “Questa codardia viene pagata con sangue ebraico”, ha scritto Chikli, aggiungendo che è tempo di chiedere conto anche ai “leader irresponsabili dell’Occidente che sostengono l’odio verso Israele”.

Il riferimento diretto è agli episodi di violenza e antisemitismo che, secondo il ministro, avrebbero trovato terreno fertile anche in un clima internazionale sempre più critico nei confronti dell’operato israeliano, soprattutto nella Striscia di Gaza. Le sue parole arrivano a poche ore dagli scontri registrati a Washington durante manifestazioni pro-palestinesi nei pressi di ambasciate e consolati israeliani, eventi che, nel racconto di Chikli, si inseriscono in un clima di delegittimazione dell’identità e della sicurezza dello Stato ebraico.

Le accuse hanno immediatamente scatenato reazioni nel mondo diplomatico. Fonti dell’Eliseo hanno definito “inaccettabili” le affermazioni del ministro israeliano, sottolineando l’impegno costante della Francia contro ogni forma di terrorismo e antisemitismo. Anche da Londra e Ottawa si attende una replica formale.

Il post di Chikli si inserisce in una fase di crescente isolamento politico del governo Netanyahu, contestato per la gestione del conflitto in corso e le dure operazioni militari condotte a Gaza, che hanno suscitato forti critiche internazionali, in particolare da parte dell’opinione pubblica occidentale.

Amichai Chikli, noto per le sue posizioni ultranazionaliste e vicine all’estrema destra israeliana, non è nuovo a uscite controverse. Ma questa volta il suo attacco colpisce direttamente vertici istituzionali di tre paesi storicamente alleati di Israele, in un momento in cui i rapporti diplomatici sono già messi alla prova dalla complessità del contesto mediorientale.

Il governo israeliano, per ora, non ha preso le distanze dalle parole del ministro, alimentando il sospetto che il post rifletta un sentimento diffuso all’interno dell’esecutivo. Ma sullo sfondo resta l’interrogativo più delicato: se queste dichiarazioni rappresentino un semplice sfogo personale o una vera e propria strategia comunicativa per spostare la pressione dall’interno verso l’esterno.

In un clima geopolitico sempre più infuocato, le parole del ministro rischiano di alimentare ulteriori fratture tra Israele e i suoi storici partner, proprio quando il dialogo e la diplomazia sembrerebbero invece più necessari che mai.

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