3 Luglio 2026, venerdì
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Tragedia sul catamarano a Venezia, skipper indagato per omicidio colposo

La 17enne Anna Chiti è morta trascinata in acqua da una cima finita nell’elica. Il comandante Andrea Ravagnin è accusato anche di violazione delle norme sulla sicurezza. Disposta l’autopsia.

VENEZIA – Si aggrava la posizione dello skipper che era al comando del catamarano teatro della tragedia avvenuta nelle acque veneziane. Andrea Ravagnin, comandante dell’imbarcazione a bordo della quale ha perso la vita la 17enne Anna Chiti, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Venezia con l’accusa di omicidio colposo. Sul tavolo degli inquirenti anche l’ipotesi di violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, la giovane sarebbe stata risucchiata in acqua da una cima finita accidentalmente nell’elica del catamarano, che l’avrebbe trascinata con violenza, causandole lesioni fatali. La tragedia si è consumata in pochi secondi, sotto gli occhi attoniti dei presenti.

Lavorava senza contratto

Un dettaglio emerso nelle indagini aggrava ulteriormente il quadro accusatorio: Anna Chiti non risulterebbe regolarmente assunta. Nonostante stesse svolgendo un’attività riconducibile a un impiego lavorativo a bordo dell’imbarcazione, la ragazza non aveva un contratto registrato. Questo elemento ha spinto la Procura a contestare al comandante anche l’inosservanza delle disposizioni sulla sicurezza e sul lavoro minorile, con possibili risvolti penali e amministrativi.

Indagini in corso, disposta l’autopsia

Il magistrato titolare dell’inchiesta ha disposto l’autopsia sul corpo della giovane per chiarire con precisione la causa del decesso e la dinamica esatta dell’incidente, elementi fondamentali per la prosecuzione dell’indagine. Le operazioni autoptiche saranno affidate ai medici legali nelle prossime ore e potrebbero fornire riscontri decisivi anche sull’eventuale possibilità di salvataggio.

Parallelamente, i Carabinieri e la Capitaneria di Porto stanno acquisendo testimonianze, analizzando i video eventualmente registrati e verificando tutte le dotazioni di bordo, nonché i protocolli adottati durante la navigazione e le procedure seguite nel momento dell’incidente.

Un dramma che scuote Venezia

La morte di Anna Chiti, appena 17 anni, ha scosso l’intera comunità veneziana e acceso i riflettori sulle condizioni di sicurezza nelle attività nautiche stagionali, spesso affidate a personale giovanissimo e talvolta privo di regolare inquadramento. La ragazza si trovava a bordo del catamarano per una giornata di lavoro o formazione, ma la sua presenza in quel contesto ora solleva interrogativi anche sul rispetto delle normative che tutelano i minori in ambito lavorativo.

La posizione dello skipper

Andrea Ravagnin, esperto navigatore e responsabile dell’imbarcazione al momento del fatto, dovrà ora chiarire il proprio operato davanti agli inquirenti. La sua versione dei fatti sarà ascoltata nei prossimi giorni, ma l’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un passaggio inevitabile per consentire alla Procura di procedere con gli accertamenti tecnici e legali, compresa la nomina di eventuali periti di parte.

La tragedia di Anna Chiti non è solo un doloroso fatto di cronaca, ma rischia di diventare un caso emblematico sulla sicurezza in mare, sul lavoro giovanile e sulla responsabilità in ambito nautico. Le indagini proseguono nel massimo riserbo, ma la procura sembra decisa a fare piena luce, senza sconti, su ogni aspetto della vicenda.

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