6 Ottobre 2026, martedì
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Sanzioni alla Russia: UE e Regno Unito alzano il tiro, ma Trump frena

Bruxelles vara il 17° pacchetto contro Mosca: nel mirino la “flotta ombra” e le minacce ibride. Londra si allinea, ma l’ex presidente USA mette in guardia: “Così si ostacola la pace”

Sanzioni europee alla Russia, Trump avverte: “Non aiutano la fine del conflitto”

Mentre l’Unione Europea e il Regno Unito serrano le fila contro la Russia con nuove sanzioni economiche e settoriali, Donald Trump riemerge sulla scena internazionale lanciando un messaggio tutt’altro che allineato: per l’ex presidente americano – e possibile futuro inquilino della Casa Bianca – un’ulteriore stretta su Mosca potrebbe ostacolare un possibile accordo di pace con Kiev.

A Bruxelles, i Ventisette hanno approvato il diciassettesimo pacchetto di misure restrittive contro la Russia dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina. Il provvedimento colpisce quasi 200 navi della cosiddetta “flotta ombra” – il sistema parallelo con cui il Cremlino continua a commerciare petrolio nonostante gli embarghi – e si estende anche ad ambiti strategici come le minacce ibride e la violazione dei diritti umani.

Una stretta mirata sulla rete marittima russa

Il cuore delle nuove sanzioni UE è rappresentato da un attacco diretto all’apparato logistico e finanziario che consente a Mosca di eludere i divieti sulla vendita di idrocarburi. La cosiddetta “shadow fleet”, formata da centinaia di navi battenti bandiere di comodo e operanti fuori dai radar internazionali, è da mesi un punto critico nei tentativi occidentali di frenare il flusso di denaro verso il regime di Vladimir Putin.

Oltre ai provvedimenti contro le navi, le misure includono divieti su export sensibili, congelamenti di asset e restrizioni su soggetti coinvolti in attività cibernetiche ostili e nella repressione dei diritti civili in Russia e nei territori occupati.

Anche Londra si muove: primo test internazionale per Starmer

Quasi in parallelo, anche il nuovo governo britannico guidato da Keir Starmer ha annunciato un proprio pacchetto di sanzioni in linea con quello europeo. Un segnale di riallineamento tra Londra e Bruxelles dopo le tensioni post-Brexit, e il primo atto concreto del nuovo esecutivo laburista in politica estera.

Il ministro degli Esteri britannico ha definito le misure “un colpo al cuore dell’economia di guerra russa”, sottolineando l’impegno del Regno Unito a mantenere alta la pressione internazionale su Mosca.

La voce fuori dal coro: Trump invita alla prudenza

Ma mentre l’Occidente rafforza il fronte delle sanzioni, una voce si distingue per tono e contenuto: quella di Donald Trump. Secondo quanto riportato da fonti diplomatiche, l’ex presidente – e attuale candidato repubblicano alle elezioni USA del prossimo novembre – avrebbe espresso perplessità sull’efficacia delle sanzioni in colloqui privati con leader europei e con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Per Trump, un inasprimento delle misure contro la Russia potrebbe rivelarsi controproducente: “Mosca – avrebbe detto – è disposta a negoziare. Ora non è il momento di inasprire le tensioni”. Un’affermazione che si colloca in continuità con la visione trumpiana di un conflitto da risolvere “in tempi rapidi” attraverso la diplomazia, anche a costo di concessioni a Mosca.

Un’Europa divisa tra fermezza e realpolitik

Le dichiarazioni di Trump, sebbene informali, alimentano il dibattito tra le capitali europee. Se Berlino e Parigi continuano a sostenere la linea dura, altri Paesi si interrogano sull’effettiva efficacia di misure che, dopo oltre due anni di guerra, non hanno ancora costretto il Cremlino a fare marcia indietro.

La vera questione resta strategica: le sanzioni devono colpire o spingere al dialogo? Al momento, Bruxelles e Londra scelgono la prima opzione. Ma l’orizzonte delle elezioni americane potrebbe rimescolare le carte e, con un eventuale ritorno di Trump alla Casa Bianca, il baricentro dell’Occidente potrebbe spostarsi. Verso una pace negoziata o verso un nuovo disordine globale, sarà la storia a dirlo.

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