5 Ottobre 2026, lunedì
HomeItaliaEconomiaPiazza Affari torna ai fasti del 2007: Ftse Mib oltre quota 40mila,...

Piazza Affari torna ai fasti del 2007: Ftse Mib oltre quota 40mila, spread giù a 101 punti

Rialzo storico per la Borsa di Milano, spinta dalla fiducia dei mercati nei titoli di Stato italiani. Afflussi record di capitali nell’Eurozona dopo le tensioni commerciali Usa.

Milano riscopre l’ottimismo dei tempi d’oro. La Borsa meneghina archivia una seduta da incorniciare, chiudendo ai livelli più alti da ottobre 2007. Il Ftse Mib, l’indice di riferimento di Piazza Affari, ha messo a segno un rialzo dello 0,7%, attestandosi a 40.356 punti. Una soglia psicologica importante, che alimenta l’entusiasmo degli operatori e rafforza la percezione di un sistema finanziario italiano in fase di consolidamento.

Non meno rilevante il dato sullo spread tra Btp e Bund tedeschi, sceso fino a toccare in intraday quota 99,9 punti base, per poi stabilizzarsi a 101 punti: il livello più basso da settembre 2021, quando alla guida del Paese c’era Mario Draghi. Il rendimento del decennale italiano è salito al 3,7%, mentre quello tedesco si è attestato al 2,69%, segnalando un rinnovato interesse per il debito sovrano italiano in un contesto internazionale in fermento.

Il volano degli investimenti: perché l’Italia piace ai mercati

A spingere l’interesse degli investitori verso i titoli italiani è un mix di fattori. In primo luogo, il ritorno delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, acuite dalle dichiarazioni aggressive di Donald Trump, ha scatenato un riposizionamento dei capitali verso l’Eurozona, vista al momento come un porto relativamente sicuro.

In questo scenario, il Tesoro italiano ha offerto rendimenti competitivi rispetto ad altri Paesi europei, attirando flussi consistenti di investimenti. Una dinamica che ha premiato non solo il comparto obbligazionario, ma anche i listini azionari.

Protagonisti e delusi a Piazza Affari

Tra i protagonisti di giornata spiccano Unipol, che ha guadagnato il 2,8% alla vigilia della pubblicazione dei conti, e Azimut con un +2,4%. Bene anche il comparto bancario: Unicredit sale dell’1,9% in attesa di sviluppi sul dossier golden power relativo all’offerta su Banco Bpm. In luce anche Intesa Sanpaolo e Generali (entrambe +1,4%), Mediobanca (+0,7%) e Bper (+0,2%).

Positivi anche Pirelli (+1,1%) nel giorno dei conti trimestrali e alcuni titoli industriali. Più cauta Mps (-0,3%), mentre Banco Bpm resta praticamente invariata (-0,05%). Sottotono invece il settore farmaceutico: Recordati perde il 2,7% e Diasorin il 2%, risentendo del clima di incertezza legato alle future politiche sanitarie Usa. Male anche Hera (-1,8%), Stellantis (-0,8%), Nexi (-0,7%) e Campari (-0,6%).

Lo sguardo ai mercati internazionali

Il rally di Milano si inserisce in un contesto globale dove gli investitori cercano rifugio in asset più stabili, dopo l’ennesimo scossone geopolitico. L’Eurozona, pur con le sue fragilità, torna ad attrarre capitali, e l’Italia si presenta come uno dei Paesi con il miglior rapporto tra rendimento e rischio.

Il ritorno sopra i 40mila punti del Ftse Mib ha un significato che va oltre la cifra tonda: segnala un sistema economico e finanziario che, nonostante le turbolenze politiche, mostra una sorprendente capacità di resilienza. E oggi, almeno a Piazza Affari, si torna a respirare l’aria delle grandi occasioni.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti