5 Luglio 2026, domenica
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Ivrea, oro rubato restituito agli anziani: i Carabinieri chiudono il cerchio sull’operazione “Mida”

Conclusa l’indagine sulla rete di ricettazione attiva tra Piemonte e Lombardia. Recuperati e riconsegnati ai legittimi proprietari gioielli sottratti con furti e rapine.

IVREA – Una stretta di mano, un sorriso emozionato, e in molti casi anche qualche lacrima. Sono stati momenti carichi di gratitudine quelli vissuti a Ivrea, dove i Carabinieri hanno riconsegnato ai legittimi proprietari decine di oggetti preziosi sottratti con furti e rapine. È l’epilogo positivo dell’operazione “Mida”, un’indagine complessa che aveva portato alla luce una rete di ricettazione di oro rubato operativa tra Piemonte e Lombardia.

L’operazione, avviata nel 2023 e culminata nell’aprile 2024, aveva condotto all’arresto di una persona, all’imposizione di cinque obblighi di dimora, a tre denunce a piede libero e al sequestro di oltre mezzo chilo di preziosi: 566 grammi tra anelli, collane, bracciali e oggetti di grande valore affettivo oltre che economico.

Il bottino ritrovato e la gioia dei proprietari

Gli investigatori dell’Arma hanno lavorato per mesi al paziente lavoro di catalogazione e identificazione degli oggetti. Grazie a denunce dettagliate, foto, descrizioni e referti, molti dei monili sono stati attribuiti con certezza ai loro legittimi proprietari: perlopiù anziani derubati in casa, spesso con modalità violente o approfittando della loro fragilità.

«Non ci speravo più», ha raccontato una signora di 82 anni alla vista della fede nuziale del marito defunto, sottratta durante un’effrazione notturna. Episodi simili si sono ripetuti nel corso della cerimonia di restituzione, tenutasi presso la caserma dei Carabinieri di Ivrea, alla presenza del comandante della compagnia locale.

La rete criminale tra Piemonte e Lombardia

L’indagine “Mida” ha fatto luce su un sistema ben organizzato di ricettazione: gruppi criminali, spesso legati a bande specializzate in furti in abitazione, rivendevano l’oro rubato a intermediari compiacenti, che lo immettevano nel circuito dei compro oro, o lo fonderlo per renderne irriconoscibile la provenienza.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Ivrea, hanno svelato i movimenti di questo flusso illegale tra le province di Torino, Vercelli, Novara e Milano, restituendo all’inchiesta una dimensione interregionale. L’operazione ha anche acceso i riflettori sul ruolo opaco di alcuni operatori commerciali, finiti al centro di controlli più stringenti.

Un segnale importante contro la microcriminalità

«Restituire ciò che è stato ingiustamente sottratto non è solo un dovere, è anche un segnale di fiducia per la comunità», ha dichiarato un ufficiale dell’Arma durante la consegna degli oggetti. «Dietro ogni catenina o anello c’è una storia, spesso una vita intera. Riportarli a casa significa anche riparare una ferita».

Con la conclusione di “Mida”, le autorità ribadiscono l’importanza di denunciare con precisione e tempestività ogni furto e di fotografare i propri oggetti di valore, così da facilitare l’eventuale riconoscimento in caso di recupero.

L’indagine si è chiusa, ma il messaggio resta: lo Stato è presente, anche nelle piccole grandi battaglie quotidiane.

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