Un’immersione che doveva essere di routine si è trasformata in tragedia. Un sommozzatore di 39 anni è morto durante un intervento subacqueo nei pressi del relitto del Bayesian, il veliero affondato nella notte del 19 agosto scorso al largo di Porticello, in provincia di Palermo.
Il sub, impegnato nelle operazioni di recupero dell’imbarcazione, ha perso la vita in circostanze ancora da chiarire. L’allarme è scattato quando i colleghi, non vedendolo riemergere nei tempi previsti, hanno avviato le procedure d’emergenza. Il corpo è stato recuperato poco dopo, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato vano.
Le autorità competenti hanno aperto un’indagine per accertare le cause del decesso. Non è escluso che possa essersi trattato di un malore improvviso, ma saranno gli accertamenti medico-legali a fornire risposte più precise. Al momento, nessuna ipotesi viene esclusa.
Il Bayesian, un veliero storico, era affondato in circostanze accidentali, e il suo recupero era stato affidato a un team specializzato in interventi a grandi profondità. Le operazioni di recupero erano in corso da settimane, in un tratto di mare noto per le sue correnti insidiose e le condizioni spesso imprevedibili.
La comunità dei subacquei è sotto shock per l’accaduto. “Una perdita gravissima – ha commentato un collega della vittima –. Sapeva il fatto suo, era preparato e amava profondamente il mare. È difficile credere che possa essere successo proprio a lui”.
Nel frattempo, l’intervento di recupero del relitto è stato sospeso in attesa di ulteriori sviluppi.
