25 Ottobre 2026, domenica
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Padre e figlio, tragedia a Lamezia: ‘Gli ho sparato per disperazione’

Francesco Di Cello, 64 anni, ha confessato davanti al giudice di aver ucciso il figlio Bruno dopo anni di tensioni familiari, minacce e richieste di denaro. Attesa la convalida del fermo.

“Gli ho sparato per disperazione”. Con queste parole, Francesco Di Cello, 64 anni, ha confessato al giudice l’omicidio del figlio Bruno, avvenuto venerdì mattina a Lamezia Terme. Durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip del tribunale, l’uomo ha ricostruito i drammatici contorni di una vicenda familiare logorata da anni di conflitti, violenze verbali e richieste di denaro.

Secondo quanto emerso, Bruno Di Cello, la vittima, vessava da tempo i genitori con continue pretese economiche. Un’escalation di tensioni che, a detta del padre, sarebbe sfociata in minacce esplicite rivolte ai familiari. Non era la prima volta che la situazione era finita davanti alla giustizia: Francesco Di Cello ha infatti ricordato ai magistrati una precedente denuncia contro il figlio, che aveva portato a una condanna per estorsione.

Il racconto dell’uomo, ora in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario, restituisce l’immagine di un conflitto familiare ormai degenerato. Una spirale di paura e frustrazione che, nella sua versione dei fatti, avrebbe generato un gesto estremo. Nessuna giustificazione, ma una disperazione che l’uomo ha ripetuto più volte nel corso dell’interrogatorio.

L’inchiesta è ora nelle mani della procura lametina, che sta ricostruendo nel dettaglio gli eventi che hanno condotto alla tragedia. Nelle prossime ore si attende la decisione del gip sulla convalida del fermo.

Un dramma che scuote profondamente la comunità di Lamezia Terme, chiamata a riflettere su quanto possa diventare fragile il legame familiare quando non è più sostenuto da ascolto, aiuto e prevenzione.

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