Un attacco alla democrazia, non una semplice bravata. La CGIL di Salerno alza la voce dopo l’ennesimo episodio intimidatorio subito nella notte tra venerdì e sabato. Questa mattina, il Segretario Generale della CGIL Salerno, Antonio Apadula, e il Segretario Generale dello SPI CGIL Napoli e Campania, Franco Tavella, sono stati ricevuti dal Prefetto di Salerno, Francesco Esposito, per fare il punto sulla situazione e chiedere protezione istituzionale contro quella che appare sempre più come una strategia di intimidazione organizzata.
L’incontro, definito cordiale e costruttivo, si è svolto dopo la denuncia formale presentata dal sindacato. Il Prefetto ha assicurato la massima collaborazione e l’attenzione delle forze dell’ordine per far luce sui fatti e garantire sicurezza. Sono già state acquisite le immagini delle videocamere di sorveglianza della zona dove si sono verificate le scritte ingiuriose e altri atti vandalici, per identificare i responsabili.
Non si tratta, però, di un episodio isolato. Le scritte apparse in via Crispi sono solo l’ultimo segnale di una deriva preoccupante: lo scorso anno, un analogo attacco fu sferrato contro la sede dell’INCA in Corso Garibaldi, anch’esso firmato da ambienti riconducibili alla galassia no-vax. E solo poche ore dopo le ultime intimidazioni, si è registrata una massiccia offensiva digitale: un’ondata di attacchi coordinati ha preso di mira i canali social della Camera del Lavoro e i profili di testate giornalistiche che avevano riportato la notizia, bersagliati da commenti violenti e contenuti d’odio provenienti da account falsi.
«Non possiamo più tollerare che questi atti vengano liquidati come semplici bravate», ha dichiarato Antonio Apadula. «È in atto un tentativo sistematico di metterci a tacere. Ma non ci riusciranno. Continueremo a lottare per i diritti, per il lavoro, per la democrazia. E in vista del referendum dell’8 e 9 giugno, non faremo un passo indietro».
Una posizione condivisa da Franco Tavella: «Questi attacchi non colpiscono solo la CGIL, ma minano le basi stesse della libertà di espressione e della partecipazione democratica. In un momento delicato come questo, è fondamentale una risposta collettiva, civile e determinata. È ora di alzare il livello di vigilanza democratica».
La CGIL conferma la propria determinazione: continuerà a essere un presidio attivo di libertà, diritti e partecipazione. Gli atti intimidatori non fermeranno un’organizzazione che, da sempre, affonda le sue radici nella difesa della dignità del lavoro e della tenuta democratica del Paese.
