6 Novembre 2026, venerdì
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Papa Francesco, l’ultimo abbraccio del mondo

In 48 ore oltre 128 mila persone in Vaticano per salutare il Pontefice. Alle 20 il rito della chiusura della bara. Cresce l’attesa per i funerali.

San Pietro, fiume di fedeli per l’addio al Papa: alle 20 la chiusura della bara

In un clima di profonda commozione e raccoglimento, la Basilica di San Pietro continua ad accogliere migliaia di fedeli giunti da ogni parte del mondo per porgere l’ultimo saluto a Papa Francesco. Il flusso, incessante da mercoledì mattina, ha già superato quota 128 mila visitatori, confermando la straordinaria affezione popolare verso il Pontefice scomparso lunedì.

La camera ardente resterà accessibile fino alle ore 19, dopodiché la Basilica verrà chiusa per consentire il rito privato della chiusura della bara, previsto per le ore 20.

Quarta congregazione dei cardinali e arrivo delle delegazioni

Parallelamente, proseguono in Vaticano i lavori delle congregazioni generali. Questa mattina si è svolta la quarta sessione, alla presenza dei cardinali elettori, riuniti in vista del prossimo Conclave. A Fiumicino è in corso un intenso via vai di delegazioni ufficiali: fin dalle prime luci dell’alba, numerose autorità civili e religiose stanno raggiungendo Roma per partecipare alle esequie solenni che si terranno sabato in Piazza San Pietro.

Tra i presenti attesi, il cardinale Ignace Bessi Dogbo dalla Costa d’Avorio e Chibly Langlois da Haiti, insieme a rappresentanti di Stato provenienti da ogni angolo del globo. Alcuni arrivi sono gestiti dal Cerimoniale di Stato, altri in forma più riservata.

La tomba e l’iscrizione quasi invisibile

Intanto, nella Basilica di Santa Maria Maggiore proseguono i preparativi per l’allestimento della tomba che accoglierà le spoglie del Papa. Una fotografia diffusa dall’ANSA mostra la scritta “Franciscus” incisa sulla lastra di marmo in modo quasi impercettibile. Secondo fonti vaticane, si starebbe valutando un intervento discreto per rendere più leggibile l’unica iscrizione voluta da Francesco, in linea con la sua nota sobrietà. La lastra è realizzata in “Finale Chiara”, un calcare di origine miocenica estratto dalla cava di Arma dell’Aquila, materiale già utilizzato in epoca romana.

Becciu rivendica il diritto al Conclave, Vesco minimizza

Sul fronte interno alla Chiesa, non si placa il dibattito circa la posizione del cardinale Angelo Becciu. In un’intervista a Reuters, il porporato ha ribadito la sua convinzione di poter partecipare al Conclave, pur essendo stato privato dei diritti cardinalizi nel 2020. Becciu ha rivelato un colloquio avuto con Francesco a gennaio, durante il quale il Pontefice avrebbe accennato a una possibile soluzione sul suo status. “Saranno i miei confratelli cardinali a decidere”, ha concluso.

Di segno opposto l’opinione del cardinale Jean-Paul Vesco, che liquida la questione con parole chiare: “Becciu? Non è un caso. Ci sono cose più importanti”.

Cordoglio da Israele, l’ambasciatore: “Francesco era molto rispettato”

Non manca, infine, un caso diplomatico legato al presunto ritardo del cordoglio da parte di Israele. Il chiarimento arriva direttamente dall’ambasciatore israeliano presso la Santa Sede, Yaron Sideman, che in un’intervista al Corriere della Sera ha espresso “profondo rispetto” per Papa Francesco, da sempre vicino alla lotta contro l’antisemitismo. Sideman ha spiegato che la celebrazione delle esequie di sabato — giorno sacro per gli ebrei — ha rappresentato un ostacolo formale alla partecipazione di rappresentanti ufficiali, ma ha confermato di aver ricevuto istruzioni per essere presente. Ieri, anche il premier Benjamin Netanyahu ha pubblicamente espresso le proprie condoglianze.

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